100

di -
Enrico Lagattolla

La Milano da bere passata al setaccio, fino all'ultimo cocktail e nella rete dei controlli finiscono un centinaio di furbetti.Il mega blitz degli ispettori dell'Agenzia delle Entrate e della Polizia locale ha fatto passare in un lampo la febbre del sabato sera. Dalle 20 alle 4 del mattino 300 locali tra bar, ristoranti e discoteche sono finiti nel mirino dei controlli, da nord a sud. A nord Corso Como, Brera, Sempione, Vittor Pisani e piazza della Repubblica, più a sud i Navigli, spostandosi più a ovest via Ravizza, Raffaello Sanzio, Marghera, Boccaccio, piazza Cadorna e dintorni. Le 50 pattuglie dei vigili, per un totale di 150 uomini coordinati dal comandante Tullio Mastrangelo hanno supportato gli ispettori del Fisco, dell'Inps, Asl nella ricerca di evasori, furbetti del lavoro nero e degli scontrini «dimenticati» sui tasti delle casse.
Il bollettino di guerra parla di circa un 10% di scontrini non emessi, 3 clandestini e un centinaio di lavoratori in nero ma in organico, considerati a tutti gli effetti dipendenti, pizzicati mentre preparavano cocktail, pulivano le cucine o lavano i bicchieri. Non sono sfuggiti ai controlli degli agenti in borghese 300 auto di lusso, tirate fuori dai garage per lo «struscio» del sabato: Porsche, Ferrari, Bmw, Mercedes, auto sportive e suv hanno tradito circa il 15% dei proprietari «fantasma», quelli che per sfuggire ai controlli fiscali intestano auto da sogno a ditte e società.
Dal punto di vista della sicurezza e del rispetto delle norme igienico-sanitarie, invece, Milano si è dimostrata ligia al dovere, o meglio nessun locale dei 300 controllati è rimasto intrappolato nelle fitte maglie della rete ordita dagli ispettori. Un'operazione che non è piaciuta però alla politica, almeno a una parte. I primi a indignarsi sono gli esponenti del Carroccio che bollano il blitz con un laconico: «è il solito cinema». «Questa operazione sa di cavalcata alla John Wayne, perch´ molti esercenti milanesi sono in credito d'Iva e lo Stato cosa fa? - si chiede polemicamente il capogruppo della Lega in Comune, Matteo Salvini -. C'è mezzo paese che lavora in nero. Hanno sguinzagliato 200 persone per avere titoli sui giornali. Se volessero andare a prendere gli evasori veri lo facciano, questo è cinema». Ma anche ieri è stata una giornata di passione per negozianti e Fiamme gialle che si sono presentate nelle vie dello shopping: corso Vittorio Emanuele, corso Buenos Aires, fino a Paolo Sarpi. Così dopo Cortina, Roma e Portofino è toccato anche alla capitale della moda.
Una cinquantina di pattuglie della Guardia di finanza del comando provinciale, per un dispiegamento di 120 uomini (100 dedicati ai controlli fiscali, 20 al contrasto alla contraffazione) hanno controllato dalle 10 alle 18 circa centinaia di attività commerciali, tra ristoranti, bar e negozi di abbigliamento. Ne emerge una fotografia allarmante: un negoziante su tre evade il Fisco. I 230 controlli infatti hanno messo in luce 75 casi di mancata emissione dello scontrino o ricevuta fiscale. Inoltre sono stati sequestrati un centinaio di capi di abbigliamento e accessori falsamente firmati dalle più importanti griffe. Due gli stranieri denunciati, già colpiti da un ordine di espulsione. Applausi alle Fiamme gialle dai 370 commercianti di Buenos Aires, che chiedono di più. Opposto il giudizio dell'ex vicesindaco Riccardo De Corato: «Saremmo curiosi di sapere chi controlla gli scontrini dei 400 e passa centri massaggi cinesi, chi controlla la regolarità del personale e se gli stessi controlli vengono estesi anche a alle attività di carattere etnico».
Ingrandisci immagine

ANNUNCI GOOGLE

COMMENTI

1 commenti
#1 PierPierPiero (1176) - lettore
il 30.01.12 alle ore 13:47 scrive:
De Corato ormai fa pena, per lui andrebbe sempre fatto qualcos'altro, anche quando vengono fatte le cose giuste. Bastian contrario a prescindere
- correlati
+ correlati