Colosio smorza i toni della polemica e sostiene che nel giro dei prossimi dieci giorni ogni problema sarà sistemato in modo tale che, al suono della prima campanella, tutti siano "ai posti di combattimento". "Respingo qualsiasi allarme catastrofista - commenta il direttore regionale -. Sotto il profilo occupazionale, la scuola è una delle realtà che tengono meglio. Semmai il problema è la qualità dei docenti, ma non la quantità". "Per quanto riguarda gli insegnati di sostegno - puntualizza Colosio - oltre agli 11mila posti in organico, ho chiesto una deroga per coprire altri 500 posti: docenti assolutamente necessari".
Il vero problema da risolvere è la ricerca di alcuni insegnanti "impossibili": non si trovano docenti di tecniche agrarie, informatica, materie elettroniche, scarseggiano quelli di matematica. E, caso clamoroso, in un istituto di Como è rimasta vacante anche la cattedra di italiano e storia: nessun professore si è presentato per avere l’incarico.
Per assegnare tutte le cattedre, assicura il provveditore Giuliana Pupazzone "stiamo lavorando a pieno ritmo, senza sosta. Vogliamo arrivare il regola, per quanto possibile, entro il 13 settembre".
In questi giorni sono in corso gli esami di recupero debiti per gli studenti delle superiori. "Avrebbero dovuto concludersi entro oggi - spiega Colosio - ma ci sono dei ritardi. In ogni caso si concluderanno entro il 13". E proprio il primo settembre, in concomitanza con le prove, tanti professori andranno in pensione: gli studenti saranno quindi costretti a sostenere la prova con insegnanti che non conoscono, non con quelli che li hanno seguiti (e rimandati) durante l’anno.
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