Che cosa aspettarsi dall'atteso evento, vera e propria apoteosi del pianismo jazz? Uno show all'insegna dell'improvvisazione e del buon umore, con una bella innaffiata di feeling a prima vista con il pubblico. Già, perché tra un brano e l'altro ci sarà spazio anche per alcune gag esilaranti. Nonostante l'esperienza di coppia sia limitata a pochi grandi eventi (come Umbria Jazz) la sintonia tra i due pianisti è ineccepibile. Sia che suonino i tasti in maniera convenzionale sia che si dilettino a reinventare un nuovo stile, pizzicando le corde direttamente dalla cassa armonica, picchiettando i martelletti o, ancora, usando bacchette da batteria. Bollani, si sa, è più eccentrico, esuberante, vuole condurre il gioco e si lancia in scale infinite e accordi serrati; Chick Corea si diverte e fa divertire il suo partner, lo asseconda, poi però si appropria di assoli eccezionali, dove è Bollani a trasformarsi in gregario. Difficile, comunque, resistere a questo mix di jazz classico e fusion.
Dici fusion e non si può non citare Billy Cobahm, batterista superstar con una fama che ha attraversato oltre quarant’anni di musica; uno di quei personaggi per i quali i curiosi e gli appassionati si mobilitano sempre e «a prescindere». D'altronde, con il matrimonio tra tecnica jazzista e adrenalina rock ha letteralmente rivoluzionato la musica. Abituato a cambiare formazioni, nonché a cavalcare progetti sempre diversi, il 66enne musicista panamense, da tempo con base in Svizzera, si presenta a Milano a capo di una band variegata e multietnica che segnala una volta di più la propensione alla ricerca e alla sperimentazione. L'ultima sua fatica s'intitola Palindrome, album che mette assieme composizioni inedite con rivisitazioni di brani della sua sterminata discografica: «Io credo che il mio nome lo si possa trovare in oltre 500 progetti tra registrazioni discografiche - ellepì, cd, video, film - e jingle pubblicitari, dal chewingum ai cereali per la colazione», ha puntualizzato. Roba da Guinness dei primati.
E intanto, gli appassionati pregustano già la performance-tributo a Jimi Hendrix del trombettista di casa nostra Giovanni Falzone, in programma il 18 presso l’insolita location dell’Officina Teodosio dell’Atm.
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