«Una fuga in avanti» la definisce invece il consigliere cattolico del Pd Andrea Fangazo. E puntualizza che «le modifiche al regolamento vanno votate in consiglio». É un fiume in piena la capogruppo Carmela Rozza. Si era appena spento l’incendio sui registro di coppie di fatto, con la rassicurazione del sindaco che sarà votato entro il 2012 ma la discussione in aula sarà rinviata a settembre, dopo la visita del Papa per il Forum della famiglia a giugno. Un compromesso per non mettere in difficoltà anche l’ala cattolica del centrosinistra. «É stata una puntualizzazione inutile, bastava correggere sposate con iscritte nello stesso stato di famiglia come prevede la legge, anche per l’assegnazione delle case popolari - afferma -. Invece si è voluto specificare il vincolo affettivo, una forzatura che produce conflitti nel partito. Majorino dovrà confrontarsi con i cattolici del Pd. Mosse di questo tipo rischiano solo di scatenare guerre sante sul registro, è stato un errore politico». Difficile, «confrontarci con l’opposizione se la giunta mette tutti di fronte a una decisione già presa». E il capogruppo Pdl Carlo Masseroli non si fa attendere: «Il sindaco prende in giro la Chiesa, il Pd e i milanesi se dice che il registro è rinviato dopo la visita del Papa e in giunta fa come se già esistesse». Majorino prova a smussare, è «dispiaciuto per le polemiche. Abbiamo voluto allargare il bando anche ad altre forme di convivenza, siamo aperti a discutere cammin facendo. Bisogna affrontare queste questioni sul piano degli effetti concreti senza scontri ideologici». I coordinatori locali del Pd Cornelli e Laforgia difendono la scelta della giunta. Il deputato Ue Matteo Salvini invece è pronto a «qualsiasi ricorso, anche a Bruxelles, perchè i soldi vadano prima ai milanesi».
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