Perché dal dettagliatissimo resoconto si scopre che anche la Casa della carità di don Virginio Colmegna e di cui è attiva esponente il vicesindaco Maria Grazia Guida, tra settembre e dicembre ha ritirato ben 121 biglietti. Destinati (si spera) a meritorie attività. Ma al momento senza nessun dovere di rendiconto. E lo stesso vale per le altre associazioni. Ma il grosso, come sempre, finisce a dirigenti, assessori e consiglieri. Comunali e non solo, come si vede scorrendo la lista. Che nella casella del sindaco Pisapia arriva a una somma di 84 biglietti gratis. I 4 di cui ha diritto per ogni partita dal 9 settembre al 21 dicembre. Il capo di gabinetto del sindaco Maurizio Baruffi ne ha chiesti 6 in più rispetto ai due che già gli spettano, 10 il consigliere Carmine Abagnale. Ben 252 gli omaggi staccati da Chiara Bisconti, ma da assessore allo Sport le richieste saranno parecchie. Poi ci sono anche i 52 a nome dell’assessore Stefano Boeri (che però dal 19 ottobre rinuncia ai 2 che gli toccano in tribuna d’onore). Parca l’assessore Lucia Castellano (18 biglietti), superata addirittura da una dipendente comunale che arriva a 35. Perché si scopre che anche alcuni dipendenti comunali e addirittura un «cittadino» e un «ex consulente» attingono al pozzo senza fondo degli ingressi gratis.
Un costume, giudicate voi se malcostume, che supera i confini di Palazzo Marino. Perché l’assessore al Bilancio della Regione Romano Colozzi ha chiesto 4 biglietti. Gianni Confalonieri (120mila euro all’anno di stipendio), direttore delle Relazioni istituzionali per il sindaco Pisapia, ne ha presi 6. Il direttore generale Davide Corritore 15, Giulio Gallera 10, il vicesindaco di Cinisello Balsamo, Luca Ghezzi, ben 27. Uno in meno del leader dei tassisti e capogruppo Idv Raffaele Grassi (28). Paolo Limonta, il delegato ai Rapporti con la città per Pisapia, ne ha voluti 16, Francesco Mancuso 8. Solo 2 i tagliandi dell’assessore Pierfrancesco Maran, 4 per Mirko Mazzali (Sel). Sono 44 per il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo, 14 quelli per il leghista Matteo Salvini, 12 per il potente braccio destro di Formigoni Nicolamaria Sanese. Poi ci sono i 36 di Armando Vagliati.
Una lista lunga. Fatta, sia chiaro, di persone che nell’Italia dei privilegi ne avevano diritto, ma che comunque non hanno dovuto giustificare a nessuno la loro richiesta. «Tutto non certificato - l’accusa di Cappato -, questo meccanismo è quantomeno opaco. Pensate che c’è stato addirittura chi li ha venduti, negli anni passati». Un elenco a cui vanno poi aggiunti i nomi messi in lista dal cerimoniale di Palazzo Marino. Così si scopre tutti i presidenti dei consigli di zona hanno avuto 42 biglietti. Così come 42 ne ha avuti il provveditore del carcere di san Vittore. Tirando le somme, fanno 2.746 biglietti. «Una mostruosità - attacca Cappato - Bisogna assolutamente rivedere la convenzione con san Siro e chiedere il taglio di questo privilegio. Che non costa poco ai cittadini. Basti pensare che, in base ai miei conti, il valore di questo privilegio, nei prossimi anni, raggiungerà fino a 10 milioni per le sole partite e 20 se includiamo anche le coppe e i concerti». Poi c’è il capitolo associazioni. In base a quali criteri sono scelte? Chi decide?
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