Don Giovanni il libertino raggiunge anche le carceri di San Vittore e Bollate ai quali sembra essere proprio diretto il messaggio del regista Robert Carsen che, nel finale, sprofonda negli inferi tutti i personaggi facendo però risorgere proprio Don Giovanni: una trovata tutta sua, riscatto che forse farà discutere. Quanto ai teatri, l'opera del Sant'Ambrogio 2011 è trasmessa all'Atir Teatro Ringhiera, all'Auditorium Cam zona 3 e al Teatro cooperativa.
Il punto di diffusione più vicino al cuore scaligero è l'Ottagono della Galleria Vittorio Emanuele dove sarà montato un grande schermo. E' un Don Giovanni veloce, dinamico, con quei poveri cantanti che corrono e saltano come neppure si richiede a un attore. Insomma un titolo che funzionerà anche per il piccolo e grande schermo, addirittura Barbara Frittoli, il soprano milanese che sarà Donna Elvira, ci ha confessato che lo vedrebbe bene «tradotto a puntate, per un telefilm». Sarà un piacere naufragar in quel mare purpureo che tanto ha voluto il Carsen. Che ha puntato su costumi di velluto rosso-Scala, sul gioco di quinte scaligere (appunto rosse) riprodotte in palcoscenico.
Certo, da casa o nei cinema, non si riproduce la magia del pubblico in sala che - per effetto di un grande specchio - si riflette sul palcoscenico nella sua interezza. C'è però un incontro ravvicinato con uno degli artisti che più incide in questo Don Giovanni, ovvero il direttore d'orchestra Daniel Barenboim, dal primo dicembre (al 2016) pure direttore musicale. Dopo aver spiegato l'opera agli studenti dell'Università Cattolica, quindici giorni fa, il direttore ne parla alla cittadinanza: stasera (ore 18), al teatro Ringhiera.
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