Sembra una cifra esorbitante quella del calo. Ma ponendo una media di 700mila euro anni di incasso per i settemila esercizi del centro, il calo del 10-15 per cento si aggira proprio tra i nove-dieci milioni di euro. Nella prima settimana in cui si è respirato un clima da domenica a piedi quasi tutti i giorni, hanno «retto» le boutique e i grandi magazzini dell’isola pedonale (già «solo» del 10 per cento), dal Castello a via Dante, corso Vittorio Emanuele, la Galleria. Ma «è merito dei turisti» precisa Montingelli, e forse i saldi invernali, seppure indietro del dieci per cento, favoriscono in parte le vendite. «Bisognerà fare un esame approfondito da marzo con le nuove collezioni» avverte.
Ma il grido d’allarme arriva dall’associazione che riunisce 112 attività tra Solferino, Brera, Pontaccio, Garibaldi. «Gli affari sono calati anche del 50% - riferisce la portavoce Rosella Brambilla -, è incredibile che un vecchio comunista come Pisapia abbia voluto trasformare il centro in un ghetto per ricchi, è folle». Domani l’associazione invierà una circolare per invitare i negozianti («lo faranno quasi tutti») ad offrire gratis il ticket a chi supera i 50 euro di spesa. L’idea potrebbe essere copiata anche da via Dante. «Non pensavamo di registrare danni così gravi, molti rischieranno di lasciare a casa i commessi in esubero, l’Area C è in ginocchio» avverte Rosella Brambilla. Brera, dove questa settimana l’orario dell’aperitivo in un quartiere dove tradizionalmente inizia prima (e le telecamere si spengono solo dopo le 19.30) hanno avuto i tavolini deserti. Altro che happy hour. Tra le strade che denunciano il tracollo peggiore con l’avvio del ticket: corso di Porta Romana (nel tratto ce rientra nella Cerchia), corso Italia, corso Magenta, tutta la zona intorno a corso Venezia, i locali di via Meravigli, l’area tra corso Europa e piazza Diaz.
Per i primi cinque giorni si registra una media di -36,9% di ingressi nella ztl, ma il pm10 è off limits da undici giorni consecutivi, compreso quello registrato dall’Arpa alla centralina di via Senato, piena Area C. «É evidente che il referendum parlava di finalità ambientale, se non ha neanche effetto sullo smog - protesta l’Unione del commercio - il calo del traffico non vale il danno al Pil della città che un provvedimento del genere può provocare».
Ingrandisci immagine
