Castelli: "Pedaggi in tangenziale? Solamente dopo i romani"

Il viceministro: "Sul raccordo anulare si viaggia gratis mentre i milanesi pagano già. Non è costituzionale". Infrastrutture, Confindustria ne promuove dieci

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Una volta tanto pagheranno prima i romani. Mentre per i lombardi non se ne parla proprio per almeno tutto il 2010. A tranquillizzare i milanesi dopo gli annunci di Guido Podestà sulla possibilità di introdurre i pedaggi sulle tangenziali milanesi è stato ieri il viceministro leghista alle Infrastrutture, Roberto Castelli, intervenuto nel corso della Mobility conference in Assolombarda. «Di sicuro questo non avverrà per tutto il 2010. Prima occorrerà far pagare chi utilizza il Grande raccordo anulare di Roma». Non una boutade in stile «Roma ladrona», ma una semplice questione di logica. «Oggi i milanesi che utilizzano le tangenziali mettono già mano al portafogli se attraversano l'area cittadina uscendo poi a Vimercate o in altri punti dell'hinterland - ha spiegato Castelli -. Sul Grande raccordo anulare invece non è così, in quanto l'ingresso è totalmente gratuito. Occorrerà dunque prima adeguare la situazione di Roma facendo pagare chi utilizza le tangenziali per attraversare l'area urbana proseguendo all'esterno. E solo in un secondo momento discutere di eventuali ulteriori pedaggi anche per le aree interne, che comunque dovranno riguardare sia Milano che Roma». E all'insegna di una maggiore equità per tutte le regioni è anche un nuovo provvedimento del governo. Se i lombardi pagano già per l'ingresso su tutte le autostrade, in molte regioni non è così. E dunque, ha annunciato il viceministro, «Nell'ultima Finanziaria è stato inserito un elenco di concessioni individuando le arterie dove è possibile far versare un pedaggio agli automobilisti. Tra queste non ce n'è neppure una che si trova all'interno della Lombardia o che la attraversi. Grazie alla nuova norma contiamo di riscuotere non meno di un miliardo di euro e fino a un massimo di 1,8 miliardi, per riuscire a superare l'impasse del 2010». Castelli ha inoltre sottolineato come il fatto che i residenti di alcune regioni paghino già per l'accesso in autostrada, mentre altri finora non versano un centesimo, potrebbe essere considerato come una violazione dell'articolo 3 della Costituzione, secondo cui «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Una situazione cui ora il provvedimento del governo porrà rimedio. Il viceministro è inoltre ritornato sull'inaugurazione dei cantieri di Pedemontana, ricordando che, «con 3 miliardi di euro che arriveranno dal project financing, è l'opera pubblica in Europa con la quota più elevata di finanziamenti privati. Del resto la Lombardia da questo punto di vista è una regione all'avanguardia. Basti pensare che la Brebemi sarà la prima opera a essere realizzata con un costo pari a zero per le casse dello Stato. Finora abbiamo erogato 60 miliardi di euro per le infrastrutture, ma l'idea che sia il governo a dover finanziare interamente le opere pubbliche è ampiamente superata dai fatti».
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COMMENTI

1 commenti
#1 alessandro bettoni (2389) - lettore
il 09.02.10 alle ore 15:42 scrive:
Caro Castelli hai ragione. canone su tutte le tangenziali delle città italiane. Va bene, ma su tutte. Il capoluogo del Lazio dia l'esempio. Pedaggio anche sulle tangenziali di Piacenza,di Reggio Emilia,di Bari,di Catania. Tutti paghino. Avanti col federalismo. Siamo stanchi di essere il salvadanaio dei furbi sotto il Po. Dopo queste parole mi è venuto in mente Montezemolo/Marchionne,a proposito di furbi. Di Pietro,i forni di Casini. Ma sono due,tre o infiniti. Forni leopardiani. Casini è il paradigma del politico italiano,che non sa neanche cosa sia un luogo di lavoro,ufficio,fabbrica o territorio di rappresentanza,o impresa piccola o media che sia. Casini è il paradigma della furbizia di questo paese che vive alle spalle dei soliti che sgobbano. Questi ultimi li trovi in > %ale al Nord. Casini=Fini=Rutelli=Veltroni. Guardate le loro mani da radical chic e i loro pensieri da parac***. Per favore il federalismo è la nostra agognata meta per noi;Ma sopratutto per i nostri figli e nipoti.
Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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