Esplode la rabbia della gente A Milano è caos all’assemblea per spiegare il superEcopass

Insulti e fischi nell’incontro convocato per spiegare le nuove misure sul traffico. L’assessore contestato. E la sala non riesce a contenere tutti i cittadini contrari. BLOG Il bluff della "condivisione" di Alberto Taliani

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Il giudizio più soft: «Ridicoli». Superato dalle grida «incompetenti», «vergogna», «buffoni». Fino a un residente esagitato che è arrivato fin sotto al palco minacciando «bruceremo le auto». Esplode la rabbia contro l’Area C, debutto acceso per il tour della giunta nelle 9 zone, un’«operazione simpatia» voluta dal sindaco Giuliano Pisapia a sei giorni dal via e franata alla prima tappa. Il centro, dove i sì al referendum sull’estensione di Ecopass erano stati sopra la media, figurarsi l’umore nel resto della città.
Nella «fossa dei leoni», il Cam di corso Garibaldi, c’è proprio l’assessore alla Mobilità Piefrancesco Maran (nella foto). Dopo un’ora dal suo arrivo, alle 22 l’assemblea non è neanche iniziata, coperta dai fischi. Proteste già sulla scelta della sede che contiene appena 200 persone, fuori ce ne sono altrettante. «Pensavate di essere quattro gatti sempre tra di voi» urlano in sala. Consultazioni tra i rappresentanti del centrosinistra in sala, così non si può iniziare. Ci sono l’assessore al Tempo libero Chiara Bisconti, il presidente della commissione mobilità Pd Carlo Monguzzi, il braccio destro di Pisapia Paolo Limonta che cerca di gettare acqua sul fuoco. In sala i consiglieri di Sel Mazzali e Gibillini, il radicale Cappato. Sul fronte opposto, l’ex assessore Pdl Tiziana Maiolo - e residente in centro - con l’avvocato Fabio Lassini (quello dei manifesti «Via le Br dalla Procura») che stanno studiando ricorsi se quello già presentato dal centrodestra farà flop. Ci sono i leghisti Bolognini e Morelli con le t-shirt per la nuova stangata: dopo «hai votato Pisapia, paga e Tas» dedicata all’Irpef, lo slogan è «Pisapia C hai rotto». Ma «non è neanche il caso di fomentare» si rendono conto davanti alla maxi-protesta spontanea della gente. Che prosegue anche fuori in cortile, discussioni animate tra il «partito» di chi è costretto usare l’auto e si rifiuta di pagare per rientrare a casa nella Cerchia e la fronda, decisamente in ribasso, degli ambientalisti. Per superare il blocco gli organizzatori propongono di rimandare a questa sera l’adunata, alla Cgil di corso di Porta Vittoria («volete giocare in casa», i commenti si sprecano). Si prova a votare: la maggioranza vuol proseguire. L’impianto audio viene spostato nel cortile dove c’è più spazio. La discussione prende finalmente quota, anche se continuamente i commenti velenosi. «La nostra strategia..» esordisce Maran, «..è che te ne devi andare a casa», conclude la frase uno dei presenti. Ma almeno si comincia ad entrare nel merito. Dalle proteste di chi dovrebbe pagare per raggiungere il box alla Croce Rossa che minaccia di sospendere i corsi in via Caradosso se i volontari non avranno il pass. Ma il tenore è «perchè devo pagare per rientrare a casa?».
É anche lo slogan del movimento dei residenti «No Charge» convocato ieri mattina nell’ufficio di Maran. Risultato: «Niente di fatto» sintetizza il portavoce Luca Scalmana. Conseguenza. «Organizziamo per domenica uno o più eventi di “sensibilizzazione”». La protesta della vigilia. Da lunedì prossimo, fa i conti Scalmana, un residente di troverà a pagare «fino a 360 euro l’anno per rientrare a casa, l’assessore non sembra cogliere la discriminazione rispetto agli altri concittadini». Anche il centrodestra prosegue la sua battaglia.
Ieri avanti da largo la Foppa con la raccolta firme per il contro-referendum, hanno aderito anche 16 sindaci del Milanese. Il presidente della Provincia Guido Podestà ribadisce che «è un provvedimento di scarsissima utilità pensato solo per fare cassa, penalizzerà imprese e i tanti anziani residenti in centro». Anche il governatore Roberto Formigoni la definisce «una misura che tassa indiscriminatamente chi inquina e chi in questi anni ha investito in mezzi non inquinanti».
Oggi altro fronte caldo: il tavolo tra Atm e sindacati che minacciano di boicottare l’avvio del ticket, i dipendenti chiedono un bonus per il superlavoro e un piano di assunzioni. Avanti intanto con la campagna di comunicazione per scongiurare il caos: oggi le informazioni su Area C sul sito del Comune sono tradotte anche in inglese e francese, entro fine settimana in spagnolo, arabo, cinese e filippino.
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COMMENTI

23 commenti su  1  2  3  4  5   pagine dal più vecchio | dal più recente
#23 Amsul Parazveri (1072) - lettore
il 10.01.12 alle ore 17:37 scrive:
Vengono fatti più danni a Milano, di quanti ne fece Pugaciov nella fortezza di Bielogorsk.
#22 giluca (210) - lettore
il 10.01.12 alle ore 17:21 scrive:
Caro PIERPIERPIERO non sono d'accordo con te neanche un pò, penso di essere in un paese democratico e come tale sono libero di fare quello che voglio tra le tante cose sono libero di decidere se votare o non votare, specialmente un referendum che mi chiedeva degli oneri per entrare in casa propria!!!! Tutti e dico tutti i Milanesi non avrebbero dovuto votare questo Referendum..... solo per dimostrare che i Milanesi non sono dei gonzi e invece? Si sono dimostrati tali e ora solo ora vogliono tornare indietro, prima di votare informarsi bene..e non solo perchè me lo ha chiesto Pisapia......Già quando la Moratti aveva inserito l'ecopas mi sono domandato: MA COME SE PAGHI NON INQUINI? questa è una tassa bella e buona per fare cassa al Comune di Milano per spenderli poi non per i Milanesi ma per costruire le Moschee. L'avete voluto tenetevelo.
#21 pomy (149) - lettore
il 10.01.12 alle ore 17:12 scrive:
é semplicemente una vergogna, non è assolutamente un modo per risolvere il problema dell'inquinamento a milano anzi, con questo provvedimento si fa passare chiaramente il messaggio che chi ha i soldi può inquinare tanto a questa giunta interessa solo fare cassa e i cittadini milanesi che continuano ad appoggiarli sono semplicemente ignoranti perchè appoggiano un provvedimento ignorante delle vere necessità di milano per abbassare i valori di inquinamento. Questa non è una soluzione o un tentativo costruttivo di sperimentare un'alternativa ad ecopass, la strada giusta era quella di disincentivare chi inquinava e di premiare chi investiva in soluzioni meno inquinanti, sensibilizzare la popolazione insegnando ad inquinare di meno. ma come si fa a votare persone così??? soprattutto ignoranti e incapaci di affrontare il problema per quello che è!!
#20 giluca (210) - lettore
il 10.01.12 alle ore 17:08 scrive:
Ma come, ora vi lamentate? ma il Referendum chi lo ha votato?.....arlecchino o i Milanesi!!! Adesso giusto mettervi l'ecopass...peccato che lo devo pagare pure io che a Milano ci vengo solo per lavoro!!!! Tutta colpa vostra!!!
#19 PierPierPiero (1176) - lettore
il 10.01.12 alle ore 16:29 scrive:
Matteo_1970: scusa ma la penso molto molto diversamente: votare è un dovere civico, quindi se uno non lo fa si sta disinteressando della cosa pubblica e come tale, per quel che mi riguarda, non ha alcuna voce in capitolo; nella mia mentalità ai referendum si vota NO se si è contrari, l'astensionismo non merita considerazione. Questo aldilà dell'aspetto tecnico che non prevede il quorum per i referendum municipali... In merito agli altri aspetti che hai citato vorrei solo dirti che la situazione finanziaria del comune di Milano non consentiva tali massicci investimenti, è inutile girarci intorno, è la verità, aldilà di ogni retorica pro o contro Tizio o Caio
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