articolo di luned́ 23 aprile 2007

Feste e caroselli, Beneamata domenica

di Redazione

Cortei, striscioni, bandiere e fuochi d’artificio: il centro invaso da oltre 30 mila tifosi. Il saluto ai campioni in piazza Duomo
Una gioia trattenuta per diciotto lunghissimi anni. Lo scudetto dell’anno scorso vinto solo ai supplementari (a tavolino) e ora, finalmente, la Milano nerazzurra è esplosa. In più di trentamila ieri per tutto il pomeriggio e fino a notte fonda si sono ritrovati in piazza Duomo per festeggiare lo scudetto. Il numero quindici che ha messo d’accordo un po’ tutti. Politici di destra e di sinistra, attori e uomini di spettacolo. Bandiere grandi come vele di nave, trombe, petardi e in tanti corsi fino a Malpensa per vedere la squadra arrivare. Giocatori snervati da un’attesa durata fin troppo che per la felicità improvvisano un pericoloso balletto sul tetto del pullman che li deve portare a Milano. Negato il Vigorelli, per motivi di sicurezza, il bagno di folla poco prima di mezzanotte dagli uffici dell’assessorato allo Sport le cui finestre danno sul sagrato. «Sono felice - le parole di Giovanni Terzi -. Anche se dopo diciotto anni gli interisti riceveranno uno scudetto dal primo assessore milanista della storia». «Complimenti - rosica Adriano Galliani -. Ma noi siamo stati più bravi in Champions».

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