Della coppia (altro che bamboccioni…), il più noto, quantomeno a livello internazionale, è l'italo-scozzese Paolo Nutini, con aspirazioni e ascolti davvero insoliti per un ragazzo che a soli 19 anni, grazie all'esordio best seller Theese streets, ha venduto più di due milioni di dischi. «Se avessi a disposizione una macchina del tempo vorrei poter ritornare agli albori del soul e del blues. All'epoca in cui i discografici vendevano casa per produrre dischi e gente come Willie Dixon, Muddy Waters e Fats Domino faceva musica fresca e senza compromessi né cinismo»: in questa battuta è condensata la filosofia artistica del cantautore di Paisley, hinterland di Glasgow. Con il secondo lavoro, l'eterogeneo e, se vogliamo, più convincente Sunny side up, ci ha messo dentro tutti i suoi ascolti: il soul, il blues, il twist, il ragtime, le ballate strappalacrime e persino - del resto perchè no? - il reggae. Un disco dall'evidente vena romantica: «È un po' il mio marchio di fabbrica ed è nel mio Dna - ammette il bel Paolo -. D'altronde papà è originario della provincia di Lucca (Barga, ndr), guarda caso la terra di Giacomo Puccini. Da piccolo in casa si ascoltava tanta opera e anche qualche cantautore italiano tipo Lucio Dalla. Sono sicuro che senza il background italiano non sarei quello che sono adesso».
La statuaria anglo-americana Florence Welch, londinese di buona famiglia, chioma rosso fuoco, carnagione alabastro e una passione per micro-minigonne mozzafiato, è una tipa a dire poco tosta. È lei, anima e voce della band Florence And The Machine, il nuovo fenomeno dell'intrattenimento leggero inglese. Oltremanica la critica è ai suoi piedi. Grazie al brillante esordio Lungs, la nostra (una performer nata, disinibita, ironica e con una voce di tutto rispetto) ha fatto incetta di premi in patria, ha bazzicato a lungo nella top ten Uk, per poi scalare le classifiche di mezza Europa (tra l'altro un suo brano, Heavy In You Arms, è finito nella colonna sonora del terzo atto di Twilight). Niente male per un'artista indipendente alle prime armi con passione sfegatata per un pop eccentrico, artistoide e irrequieto, eppure orecchiabilissimo, infarcito com'è di un guazzabuglio di influenze: Kate Bush e il soul tendente all'epico; il punk-rock e il gotico; le fiabe e la disco music. Un personaggio decisamente fuori del comune, che prende la musica di petto e ama esibirsi anima e corpo.
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