Le spese per il personale di magistratura, infatti, hanno toccato quota 46 milioni e 516mila euro, ditribuiti per 275 toghe (in pianta organica sarebbero 296, ma ci sono 21 posti vacanti). In media (anche se lo stipendio di un pm appena uscito dal concorso è bel lontano da quello di un presidnete di sezione), oltre 169mila euro l’uno. Per i 573 effettivi del personale amministrativo (il loro numero dovrebbe essere di 703), l’Erario paga invece poco più di 21 milioni. Totale, circa 68 milioni e 200mila euro. «Si tratta - è la precisazione che si legge nel bilancio - di risorse stanziate ed erogate tramite procedura informatizzata direttamente dal ministero del Tesoro, e che transitano attraverso gli uffici della Ragioneria territoriale dello Stato. Alla Ragioneria del Tribunale non resta dunque alcuna traccia di tali costi, e non esiste attualmente una procedura concolidata per disporre di tali dati elaborati». I costi, dunque, «sono stati stimati facendo riferimento anche alle analisi condotte su altri Uffici giudiziazi».
Detto che la fetta più grande del bilancio (il 77%) è costituita dalle spese per il personale, altri rivoli hanno assorbito i fondi. Il 12% del bilancio, infatti, è finito nelle spese di struttura, ossia tutte le voci di costo relative al funzionamento, alla manutenzione e alle utenze degli edifici in cui ha sede il Tribunale. E in totale fanno più di 10 milioni e 700mila euro. Di questi, quasi 3 milioni sono stati destinati alla locazione degli immobili e ai mutui, più di 3 milioni e 400mila euro in manutenzione e pulizia, quasi 2 milioni e mezzo in «gestione e consumi» (47mila euro per l’acqua, 612mila per l’energia elettrica, un milione e 300mila per gli impianti di riscaldamento e climatizzazione, 457mila per le bollette del telefono), un milione e mezzo di euro per le spese di vigilanza e oltre 400mila euro per le spese di facchinaggio.
Un altro 10% del totale (circa 8 milioni e 700mila euro), è andato poi in «spese di giustizia», ovvero tutti i costi legati allo svolgimento delle attività del Tribunale, dalle spese di viaggio (51mila euro), alle indennità per i giudici onorari (336mila euro), agli onorari dei difensori d’ufficio (che tra penale e civile sfiora i 3 milioni e 800mila euro). Altra voce di spesa consistente, poi, è stata quella relativa alle spese di custodia dei beni sequestrati (circa 1,2 milioni). Ancora, l’1% del bilancio 2010 del Tribunale è finito nelle cosiddette spese di supporto: 365mila euro per pagare toner, carta, materiale di cancelleria, stampati e registri, 11mila per la manutenzione di fax e scanner, 53mila per la manutenzione degli archivi elettronici, 16mila per la manutenzione dei mezzi di trasporto, oltre 18mila per il carburante, e 2mila per viaggire in autostrada. In totale, 467mila euro. Tra le spese definite «residuali», infine, c’è la Tarsu. Anche il Tribunale produce spazzatura. E svuotare i cestini della giustixia, l’anno scorso, è costato 185mila euro.
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