La presidente di Milano Ristorazione ha presentato numeri e criticità dell'azienda ieri in commissione a Palazzo Marino. Il fatturato nel 2011 si è aggirato intorno agli 83,4 milioni di euro, quasi 19 milioni il costo delle materie prime, più di 25 quello del personale. Dove scatta una rivoluzione: approvato il codice etico, l'azienda prima di assumere verificherà che il candidato non abbia parenti fino al secondo grado in Milano Ristorazione. Una contromisura dopo le accuse di «parentopoli», oggi negli uffici amministrativi ci sono troppi casi di padri e figli o sorelle addirittura nello stesso open space. «Tutto regolare - premette la presidente in carica da ottobre scorso - ma per le situazioni ereditate cercheremo almeno di separare i parenti dove è possibile». Anche nelle commissioni Mensa compaiano spesso gli stessi nomi: «Cambieremo sistema di elezione perchè partecipino più genitori al voto».
Si cercano soluzioni contro l'evasione, la percentuale delle rette non pagate si attesta intorno al 12%, significa un buco negli ultimi tre anni di circa 10 milioni. Un fenomeno che riguarderebbe soprattutto i ceti medio-alti. Il Comune studia nuove modalità di prenotazione e pagamento. Ma il futuro dell'azienda è uno dei nodi. Anche partiti di maggioranza come Pd e radicali chiedono al vicesindaco Maria Grazia Guida di chiarire presto le intenzioni della giunta sulla società. «Mettere sul mercato? Valuteremo le novità previste dalla nuova normativa, non siamo a priori contro la concorrenza» ha premesso. E il Pd David Gentili frena la Guida sui tempi per rinnovare il contratto di servizio a Mi-Ri: «Marzo è prematuro se non chiariamo prima la questione della privatizzazione».
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