I clandestini "liberati" puntano su Milano

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È il trionfo dell'ipocrisia. Da tutti i centri di permanenza temporanea, o di identificazione ed espulsione - chiamateli come volete - i clandestini escono a frotte, con in mano un ordine d'espulsione che non rispetteranno. Che cosa vale l'ordine di un Paese molle che non ha ancora valutato con attenzione obblighi, bisogni, urgenze? Da Milano all'estremo Sud si applica il colpo gobbo che, con l'incalzare dell'opposizione e la cedevolezza di una piccola parte - ma sufficiente - dell'opposizione, ha impedito l'estensione da due a sei mesi della permanenza nei centri degli irregolari. Dei quali si deve individuare con certezza la nazionalità e l'identità, per poterli espellere.
Tutto da rifare. I clandestini sciamano dai centri di permanenza con la loro inutile cartuccella in tasca. Dove vanno, dove sono diretti? Di certo non fanno ritorno nei loro Paesi d’origine. Le statistiche dicono che, quale che sia la loro provenienza, in maggioranza puntano a Nord, nell'area compresa fra Milano e Treviso. Non sanno se troveranno lavoro - oggi è molto difficile - tanti fra loro sono disposti a violare la legge, tanto è noto che in Italia le regole sono tante, ma la loro applicazione è dubbia o aleatoria.
Milano e la Lombardia sono fra le più colpite da questa irregolare invasione di stranieri non necessari. Specie in un momento di crisi in cui la possibilità di lavoro si riduce.
Milano e la Lombardia pagano così un prezzo spropositato alla cecità della sinistra e di una piccola parte della maggioranza.
Eppure, questa città questa regione hanno un rilevante peso politico. Non sarebbe il caso di usarlo fino in fondo per evitare che la sciatteria legislativa freni un'area chiamata a fare da locomotiva e tormentata da una criminalità irrobustita da apporti stranieri?

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COMMENTI

#3 mopy (1645) - lettore
il 28.04.09 alle ore 19:18 scrive:
Tutti coloro che avendo posizioni di potere non adottano i provvedimenti intesi alla protezione del popolo italiano sono da considerare TRADITORI.In attesa di una politica comune dell'Europa, diretta a limitare l'accesso incontrollato di clandestini,sarebbe doverosa una legge che punisca con la reclusione fino a 5 anni tutti coloro che,espulsi dall'Italia, non se tornana a casa loro con mezzi propri.Per attuare tale legge occorrono moltissime carceri o luoghi di detenzione similari, dove tenere chiusi i trasgessori.La costruzione di questi manufatti dovrebbe essere rapidissima,questione di mesi.Dopo di che sono certo che prima di entrare in Italia da abusivi ,ci penserebbero due volte.
#2 paolodb (1586) - lettore
il 28.04.09 alle ore 11:15 scrive:
Le responsabilità della sinistra cattocomunista ideologizzata, opportunista ed affarista sono evidenti ma attualmente il Paese è in mano al centro-destra eppure poco cambia. Gli accordi con Gheddafi sono una farsa, come era ovvio immaginarsi, ed al momento di adottare misure più rigide ecco compattarsi una lobby trasversale che si oppone a qualsiasi freno all'invasione della nostra povera Italia. Se poi anche qualcosa si fa, ecco la UE dei rossi accanirsi immediatamente e gli immancabili giudici interpretare le leggi sempre nella stessa direzione. Se non succede qualcosa di grosso, arrendiamoci all'idea: andrà sempre peggio.
#1 Monica Bestetti (83) - lettore
il 28.04.09 alle ore 8:39 scrive:
E' vergognoso!Quanto volte dovremo farci svaligiare la casa, rubare l'auto, subire violenze prima che si faccia qualcosa.....Che i governanti si facciano un esame di coscienza!!!!
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