articolo di luned́ 23 novembre 2009

I nomadi: «Le chiese occupate? Non c’è un posto migliore»

di Redazione

Quello di Sant’Ignazio è solo l’ultimo caso. Non sono state risparmiate neanche le monache di clausura. Ma nessuno si scusa
L’occupazione, due giorni fa, della chiesa di Sant’Ignazio di Loyola da parte di 80 rom romeni di religione ortodossa non è che l’ultima stazione di un calvario.
La chiesa di piazza Borotti (zona Feltre) non è certo il primo luogo di culto che subisce un «assalto» del genere, da parte di occupanti indesiderati: rom, immigrati, rifugiati, clandestini. Gli episodi ormai non si contano più. Vittime i parroci, le suore di clausura, i cappuccini. Nel ’96 la chiesa di San Bernardino fu occupata da 60 immigrati. Nel 2001 è toccato al Santissimo Crocifisso, nei pressi del Cimitero Maggiore, occupato da 70 rom provenienti da via Barzaghi. Nel 2006 non è stato risparmiato neanche un convento di clausura: il monastero delle benedettine di via Kramer.
Il parroco di Sant’Ignazio sabato era infuriato, ma oggi nessuno si disturba a chiedere scusa. Anzi. «Non c’è un posto migliore di una chiesa per ospitare dei disperati» dice per esempio Dijana Pavlovic, vicepresidente della «Federazione Rom e Sinti Insieme».

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