Mentre i biglietti gratis a San Siro non costano alla collettività «quella convenzione in effetti grava sui cittadini e ha una durata di oltre trent'anni». Il contratto tra Comune e gestori prevede infatti che l'amministrazione paghi per i 96 posti una tariffa convenzionata che ammonta intorno ai centomila euro all'anno. Ed è «in pratica la stessa quota che Palazzo Marino dovrebbe incassare per il canone di occupazione del suolo pubblico».
Anche Rizzo ricorda che tra i benefit dei consiglieri c'è già la possibilità di posteggiare gratis sulle strisce blu e gialle in superficie, così gli eletti che devono partecipare a commissioni o sedute e magari lavorano riescono a stringere i tempi (un'agevolazione concessa peraltro anche ai cronisti che seguono le attività del Comune). «Credo che anche a loro sia sufficiente, non mi risulta che usino tantissimo il posteggio chiuso» afferma Rizzo, specie dopo Area C. La card magnetica per il posto assicurato (e numerato) è una comodità in più. Ma ci hanno rinunciato però soltanto tre consiglieri su quarantotto: Carmela Rozza e Marco Cormio del Pd e Mattia Calise del Movimento 5 Stelle hanno formalmente rifiutato la tesserina per alzare la barra elettronica.
Il giovane grillino ha pubblicato on line le lettere che ha inviato al cerimoniale per rinunciare formalmente a quelli che chiama «i privilegi del consigliere»: biglietti per stadio e concerti, pass per viaggiare in auto su corsie riservate e Ztl, il diritto di parcheggio in piazza Meda, pass per le strisce blu, Tessera Club Sea, Tessera Fiera e anche la Rassegna stampa cartacea.
Convenzione blindata, entrata assicurata: e piacerebbe (anche) agli altri garage del centro che con il ticket d'ingresso introdotto da Pisapia stanno subendo un crollo delle prenotazioni e rischiano di licenziare personale.
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