Per compilare la lista dei milanesi che verranno iscritti nel Registro nazionale, spiega l’assessore ai Servizi civici Stefano Pillitteri, «il lavoro non è stato lungo, perchè a Milano da anni cerchiamo di assegnare i barboni a qualche onlus, con un responsabile che possa quindi ricevere per loro eventuale corrispondenza». Diversa ad esempio dalla scelta della capitale: a Roma il Comune si è inventato una via e i clochard risultano residenti nella strada immaginaria. "Nelle strutture di accoglienza o nei centri di ascolto almeno c’è una persona che le gestisce a cui fare riferimento per qualsiasi comunicazione, esiste un minimo di reperibilità" sottolinea l’assessore. E alcune sedi, stando alla mappa appena disegnata dai tecnici dell’assessorato (dal centro alla periferia, risultano quindi "affollatissime". In piazza Luigi di Savoia sono iscritti in una novantina, in piazza San Marco sessanta clochard, nella chiesa di via Oxilio 8 dieci senza fissa dimora continueranno pure a girovagare ma hanno almeno un indirizzo, idem quindici persone in via Osoppo, una quarantina al centro di ascolto di via Lattanzio, circa duecento in via Bergamini 10. "Abbiamo catalogato 1.100 senzatetto su una popolazione di 1,3 milioni di abitanti, il fenomeno sembrerebbe abbastanza contenuto" riferisce il direttore generale dei Servizi civici, Nicola Marra.
E il condizionale è d’obbligo. Solo quelli ospitati dai centri di accoglienza del Comune oscillano tra i 1.200 e i 1.400, un aumento del 10 per cento rispetto a un anno fa. Ma è difficile fare un censimento completo dato che i senzatetto molto spesso rifiutano per principio gli aiuti nelle strutture pubbliche e preferiscono trascorrere la notte su panchine, nelle stazioni, negli anfratti dei negozi. Tra quelli che invece chiedono una mano all’amministrazione ci sono sempre più spesso italiani, giovani, divorziati. L’identikit dei nuovi clochard ai tempi della crisi. E "a breve - ha stimato il presidente dei City Angels Mario Furlan - il 40% dei senzatetto di Milano sarà italiano. Si tratta di persone che trovano molte più difficoltà a reinserirsi nel tessuto sociale rispetto agli stranieri".
city angels, barboni
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