L'episodio risale al 2004. Rusconi è a Cascina Gobba, dove un uomo - un romeno che precedenti penali - sta rubando un'auto. Il vigile interviene e gli intima l'alt. La macchina non si ferma, e in retromarcia lo colpisce (i segni sul polpaccio proveranno il contatto). Il ghisa - che racconta di aver visto un'arma in mano al ladro - esplode un primo colpo, ma il rom non si ferma. Rusconi, allora, spara una seconda volta. Il proiettile ferisce al braccio il ladro, che in un primo momento riesce a scappare, ma verrà poi arrestato. Una brutta storia finita bene? Macch´.
Perch´ dopo l'arresto, iniziano i processi. Il romeno viene condannato a un anno per il furto della vettura. Rusconi, invece, a due anni (con pena sospesa). Una sentenza che arriva nel 2006, e va ben al di là anche delle richieste di pena avanzate della pubblica accusa, che si erano fermate a tre mesi di reclusione per lesioni aggravate. Il tribunale - sia in primo sia in secondo grado - è molto più severo. Due anni per tentato omicidio, e un risarcimento provvisionale da 5mila euro in favore del ladro ferito. Perch´ quel «colpo di pistola - scrivono i giudici nelle motivazioni della sentenza - avviene fuori da qualsivoglia condizione di pericolo che potesse legittimarlo».
Ma non c'è limite alla beffa. Perch´ proprio in conseguenza di quella sentenza, per Rusconi - addirittura descritto dai giudici come un agente «gravemente privo di professionalità» - arriva anche l'allontanamento dal lavoro, comunicato con una raccomandata del Settore Risorse umane del Comune. Oggetto: «Sospensione cautelare dal servizio con privazione della retribuzione». Insomma, stipendio congelato e sostituito da un'indennità pari al 50% della retribuzione base al netto. Tradotto, 500 euro al mese. Il premio finale dopo undici anni di servizio, e - tanto per non farsi mancare nulla - anche una medaglia al merito ricevuta nel 2001 per aver sventato (mentre era fuori servizio) un furto in un appartamento.
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