Peccato però che lo smog continui a tenere sotto scacco la città, da ormai dieci giorni consecutivi. Così Milano ha conquistato il secondo posto nella classifica delle città più inquinate, stando almeno allo studio «Mal'aria» stilato da Legambiente sulla base dei valori di Pm10 della centralina che ha avuto più giorni di superamento delle soglia di allarme. La centralina di via Senato l'anno scorso ha toccato quota 131 giorni di sforamento del livello di guardia (50 microgrammi/metro cubo). Seguono Monza con 121 giorni di superamento, Brescia con 113, Cremona 109, Mantova 108 e Pavia con 103. Male anche Bergamo, con 98 giorni di superamento, e Lodi con 96. Il capoluogo lombardo non rispetta nemmeno i livelli di biossido di azoto, sostanza particolarmente nociva per i polmoni: i valori peggiori si sono registrati a Bergamo, Milano e Como.
Intanto il Comune ha deliberato l'adesione al protocollo di collaborazione della Provincia: da lunedì scatta il divieto di circolazione nei comuni di prima fascia per i veicoli diesel Euro 3 senza fap (per cui l'ingresso è già vietato in Area C) dalle ore 8.30 alle 18 se privati, dalle 7.30 alle 10 se commerciali, nei comuni di seconda il blocco dalle ore 7.30 alle ore 19.30 dei mezzi a benzina Euro 0, diesel Euro 0, 1 e 2 e il fermo assoluto dei ciclomotori e motocicli a due tempi Euro 0. Così è obbligatorio diminuire di 1 grado (da 20 a 19 gradi) e di due ore il riscaldamento. Attenzione: Palazzo Marino potenzierà i controlli sui veicoli in circolazione, anche attraverso l'utilizzo di opacimetri per la verifica dei gas di scarico. «Come stabilito dall'Assemblea dei sindaci - ha spiegato l'assessore all'Ambiente della Provincia, Cristina Stancari - lunedì partiranno le ordinanze antismog in 33 Comuni della Provincia. Un primo passo importante nella lotta all'inquinamento con azioni comuni e coordinate su scala metropolitana».
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