Ma l'attività della Guardia di finanza, nel 2011, proietta ancora una volta Milano e la provincia ai vertici della poco lusinghiera classifica dell'evasione fiscale. I dati parlano chiaro. Il comando provinciale ha eseguito 1.540 verifiche fiscali, 2.500 controlli fiscali e 22.270 controlli strumentali. Così, lo scorso anno, sono stati scorperti 112 «fantasmi» delle tasse, circa un quinto del totale regionale: evasori completamente sconosciuti all'Erario, che hanno sottratto alla tassazione una base imponibile per quasi 7 milioni di euro, a cui si sommano altri 3,2 milioni di Iva dovuta e non versata, sfondando così la cifra complessiva di 10,2 milioni di euro. «Oggi - spiega il comandante provinciale della Guardia di finanza, il generale di brigata Attilio Iodice - abbiamo strumenti superiori rispetto al passato. Le leggi ci sono e vanno applicate, le denunce sono in aumento, ma a volte per l'evasore è più facile non dichiarare nulla che fare una dichiarazione parziale. Ma grazie all'esperienza dei governi che si sono succeduti, oggi abbiamo leggi efficaci sul fisco che ci permettono di punire gli evasori».
Altri numeri. Lo scorso anno sono stati effettutali in città e provincia oltre 215mila e 200 controlli su scontrini e ricevute fiscali, da cui sono emerse quasi 3mila e 800 irregolarità. Ancora, sul fronte del contrasto al lavoro irregolare, nel rendiconto 2011 dell'attività della Gdf si registra la scoperta di 280 lavoratori completamente in nero e di altri 412 irregolari. Un fronte caldo resta quello della lotta alla criminalità organizzata: 230 gli accertamenti eseguiti, quasi 4 milioni di euro il valore degli immobili sequestrati e oltre 10 milioni quello delle aziende in odore di mafia a cui sono stai posti i sigilli. Tra le più importanti operazioni condotte nello scorso anno dai militari del comando provinciale e da quelli del Nucleo di polizia tributaria, quella che ha portato all'arresto di 35 affiliati alla 'ndrangheta che reinvestivano i profitti del narcotraffico in negozi e discoteche della città. E poi ci sono le indagini che hanno coinvolto la politica: da Filippo Penati a Massimo Ponzoni, da Piergianni Prosperini a Franco Nicoli Cristinani. Le tangenti non passano mai di moda.
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