L’omelia di Tettamanzi in Duomo: «Troppa violenza, adesso la pace»

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Pace per i popoli sconvolti dalla guerra, pace per l'Italia provata da tensioni, forzature e violenze. Questo il messaggio del cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, nell'omelia durante la messa in Duomo nella notte di Natale.
«Come migliore augurio - ha detto Tettamanzi - vorrei risuonasse in ciascuno di voi il canto gioioso della moltitudine degli angeli sulla grotta di Betlemme “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama”. Quanto è necessaria oggi questa pace! Non solo per tanti popoli tuttora sconvolti dalla guerra, ma anche per il nostro paese provato da continue tensioni e scontri verbali, forzature bugiarde e ipocrite, strumentalizzazioni inaccettabili e violenze morali e fisiche».
Il cardinale ha voluto richiamare l'attenzione sulle tensioni degli ultimi periodi e sui toni utilizzati, troppo alti per un vero dialogo. Tettamanzi, dall'altare del Duomo ha anche voluto affrontare il tema delle carceri, in particolar modo parlando di San Vittore e utilizzando parole forti: «Pena e sconcerto». Descrivendo le condizioni di vita nelle celle, il cardinale ha parlato di uno «squallore intollerabile». «L'altro ieri - ha raccontato ai fedeli, raccolti nella cattedrale - ho voluto passare a visitare e benedire le celle di numerosi detenuti a San Vittore. Ho provato tanta pena, anzi un vero e proprio sconcerto per quanto ho visto con i miei occhi». Tettamanzi ha poi riportato le parole che gli sono state dette da un detenuto, il quale gli diceva che «sì, la giustizia deve fare il suo sacrosanto percorso e al colpevole la pena è dovuta, ma le condizioni abitative, nelle loro più elementari esigenze, non possono essere ingiustamente offensive della dignità personale di chiunque». «Qui - diceva il detenuto al cardinale - ci strappano via la nostra dignità umana». Toccato da queste parole, il cardinale ha voluto che i fedeli si soffermassero a pensare alle tristi condizioni di vita dei detenuti e ha lanciato un appello, invitando i cattolici a compiere «gesti di solidarietà per rimediare, come e dove è possibile, a situazioni di squallore intollerabile».
Durante la messa di Natale, Tettamanzi è tornato a parlare del fondo per le famiglie, lanciato esattamente un anno fa. Un'iniziativa di solidarietà per chi è stato colpito dalla crisi e che ha già raccolto 6,5 milioni di euro. In tutto sono 2.333 le famiglie a cui è stato portato aiuto. «Un piccolo aiuto nel mare di necessità delle tante famiglie nelle quali un membro perde il lavoro e - con esso - rischia di smarrire anche la dignità». Tettamanzi ha anche ringraziato i volontari che «hanno reso concreto e operante il fondo».

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Alessandro Sallusti
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