C’è invece chi spinge per concedere un ulteriore «contentino» agli abitanti del centro, penalizzati dalla «tassa di rientro a casa»: fissare a 250 euro annuo il tetto massimo di spesa e studiare deroghe per i lavoratori notturni. Così sembra che si stia lavorando sulle 20 vie a senso unico che intrappolano gli automobilisti: la prima sarà via Quadronno. A favore dei residenti l’IdV: «Le proteste dei residenti meritano attenzione. Sì alla modifica della fascia oraria. Si sta alzando un polverone enorme per un provvedimento che riguarda un'area molto piccola, il 5,4% del territorio cittadino» commenta Luca Gandolfi, consigliere provinciale. In serata l’incontro dell’assessore D’Alfonso con i residenti di Zona 5. Qualche fischio e interventi contro, ma non la gazzarra dell’altra sera. Colpisce il racconto tra le lacrime di tre licenziati dai garage di confine (via Pace, via Fanti e via Aurisco).
«A noi non interessano contentini e palliativi - aveva tuonato nel pomeriggio Luca Scalmana, portavoce del Comitato No Charge che riunisce residenti di Zona 1 - è solo un modo per abbassare la pressione sull’amministrazione. A noi non interessano gli sconti, ma l’abolizione di una tassa che è discriminatoria. I residenti della Cerchia non sono liberi, a differenza degli altri, di tornare a casa all’ora che vogliono e gratis. Non è giusto». Così hanno organizzato per domenica mattina, «ultimo giorno di libertà», una manifestazione: tutti i varchi presidiati dalle 9 alle 12 dagli aderenti al comitato che distribuiranno volantini e spiegheranno in modo pacifico le loro ragioni.
E se l’amministrazione sembra andare molto cauta sui ritocchi per i residenti, più generosa la posizione del comitato promotore dei referendum ambientali che propone con Enrico Fedrighini «abbonamenti scontati per i residenti di zona 1, che vada incontro ai cittadini, non intaccando l’efficacia ma togliendo terra sotto i piedi a chi vuole utilizzare strumentalmente questa battaglia per altre finalità che non riguardano l’ambiente».
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