I tassisti, circa un migliaio, ieri mattina si sono dati appuntamento nel mega parcheggio di fronte allo stadio di San Siro e hanno sospeso il servizio fino alle 22. Ma non hanno fatto mancare completamente la loro presenza per le strade, garantendo le corse «sociali» (circa il 20%) per anziani, portatori di handicap e malati in possesso del certificato medico.
Forte la richiesta inviata a Roma. In sostanza si chiede di ricalcare il modello lombardo e di non centralizzare la gestione dei taxi con un'authority, lasciando la competenza su tariffe e licenze in capo alla Regione. E proprio ora che i tassisti hanno rinnovato l'accordo con il Pirellone, non si vuole cedere sul nodo della territorialità. «Abbiamo il più grosso sistema integrato d'Italia - sostiene Raffaele Grassi, rappresentante Satam - con oltre 5.300 operatori su Bergamo, Varese, Milano. È un esempio esportabile». Va bene i toni civili di ieri, ma non è escluso che nei prossimi giorni si possano verificare altri scioperi, magari selvaggi. La tensione infatti è tanta. Per farsene un'idea basta dare un'occhiata ai cartelli che tanti tassisti hanno deciso di esporre sul parabrezza: «Siamo indebitati fino al collo», «Elezioni 2013: Casini, Bersani, noi ci saremo ma voi no», «No ai taxi di Confindustria», «Non siamo sudditi ma cittadini con cui trattare». A preoccupare la categoria è soprattutto il fatto che non si sappia ancora nulla del decreto Monti sulle liberalizzazioni. «Le notizie di questi giorni - sostiene un autista - non ci permettono di considerare scongiurato il pericolo, non abbiamo ancora visto il testo definitivo che sarà sottoposto alla firma del presidente della Repubblica».
I tassisti non hanno protestato solo a Milano ma si sono organizzati anche a Malpensa. Ieri mattina dall'aeroporto è partita una lunga fila indiana di auto bianche diretta alla volta di Varese. I tassisti hanno attraversato tutti i paesi della zona attorno alla scalo e man mano hanno inglobato nel loro corteo i colleghi in servizio a Busto Arsizio, Saronno, Gallarate. Una volta a Varese, hanno improvvisato un corteo in centro. Tra i cartelli anche: «Monti, che Dio t'assista».
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