Morire di freddo (e di cinismo)

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Un'altra vittima del freddo. Due anni fa, dopo la morte per assideramento di un clochard milanese, l'Adc (Associazione docenti cattolici) chiese le dimissioni dell'allora assessore alle Politiche Sociali, Mariolina Moioli per le scarse misure contro l'emergenza gelo. Ora, mi stupirei molto se la stessa associazione non rivolgesse lo stesso pressante invito all'attuale assessore, Pierfrancesco Majorino. A Milano si continua a morire di freddo anche dopo il cambio di giunta.

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COMMENTI

1 commenti
#1 Gian Burrasca (1) - lettore
il 09.02.12 alle ore 17:53 scrive:
E' strano che Doninelli si occupi di un mio articolo in cui chiedevo le dimissioni (peraltro mai date scandalosamente) dell'ex assesore Moioli quando non mi ha mai dedicato un rigo in tanti anni. Ma veniamo al dunque. Nel 2008-9 a Milano morirono ben 10 clochard. E la strategia politica lasciava molto a desiderare. Metro chiusi, pochissime ambulanze sia di giorno che di notte, posti letto insufficienti, distribuzione di viveri e coperte improvvisati e 2-3 tendoni della Croce Rossa per riscaldare i clochard. Si poteva fare di piu', ma la Moioli non volle. Anche Tettamanzi levo' la sua voce e disse:"ci vuole un di piu". La Moioli disponeva dei mezzi e delle risorse economiche essendo il suo l'assessorato più ricco. Sono queste le ragioni che nei miei articoli mi indussero a chiedere le sue dimissioni. Arriviamo ad oggi. A Milano c'è stato un morto nonostante gelo polare e nevicate abbondanti. Ma c'è anche una strategia. Ecco perchè Majorino deve restare al suo posto. Alberto Giannino
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