Sottotitolo del film «La libertà non si dona. Si conquista». Ecco il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che si trova seduto accanto alla Moratti. Scambio di battute tra i due mentre lei attualizza il messaggio della rivolta di Alberto da Giussano: «È Milano la protagonista del film. L'anelito alla libertà di Milano vale anche per adesso. È attuale la capacità di Milano di lottare per la libertà e per cause sempre giuste». Vengono in mente le battaglie a distanza tra i due sull'Expo e i cordoni della borsa.
«Il cinema sta tornando a Milano» osserva soddisfatto Roberto Formigoni. Il ministro Roberto Maroni, accompagnato dalla moglie e dal bel figlio biondo, fa scattare l'identificazione scherzosa: «Ci rivediamo tutti in Umberto da Cassano». Roberto Calderoli ironizza sul red carpet: «Il rosso è il colore dell'inferno, il verde è il colore della speranza». Oltre che, naturalmente, della Lega. Arriva il ministro della Difesa, Ignazio la Russa. In platea lo stato maggiore della Lega, il presidente della Sea, Aldo Bonomi, i vertici della Rai, dal direttore di Raifiction, Fabrizio Del Noce, al vicedirettore generale, Antonio Marano, alla star tv Simona Ventura. Nel cortile della Rocchetta si accomodano imprenditori e banchieri, ma anche starlette come Lory Del Santo, in abito rosa cipria, glorie milanesi del cinema come Renato Pozzetto.
Il Senatúr è riuscito nel suo sogno, assistere alla prima del kolossal sulla battaglia di Legnano, riveduta e corretta senza troppa precisione storica a epopea fondativa del Carroccio. È con la moglie Manuela, i figli Sirio, Renzo e Roberto. «Il film rappresenta il centralismo da combattere» dichiara solenne Bossi, che partecipa al film come comparsa. Un cameo lo lega anche in pellicola a Alberto da Giussano. Nessuno zelo etnico e niente quote sullo schermo, dove i patriottici milanesi sono interpretati da un'orda di rom, scelti non tanto per l'aspetto belligerante quanto per il costo d'ingaggio più basso. Il film è stato girato in Romania.
Il film arriverà al cinema a partire dal 9 ottobre e lì si vedrà quanti spettatori avranno voglia di assistere alle gesta di Raz Degan alla testa dei lombardi del 1167. Il kolossal diventerà anche una miniserie tv.
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