Nel marchio Expo c’è un tesoro nascosto che vale 60 miliardi

Tanto frutterà l’immagine internazionale della manifestazione. E l’indotto turistico ne porterà al territorio regionale altri nove. Le stime del Centro studi della Camera di commercio di Monza e Brianza

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Gli Expo scettici? Una generazione destinata ad appartenere al passato. Superato un primo periodo in cui erano più i dubbi che l’orgoglio per aver vinto la sfida con Smirne, più lo scetticismo per la portata di un evento mastodontico che l’ottimismo per i vantaggi che Expo avrebbe portato a Milano, ora l’atteggiamento verso l’esposizione universale è cambiato. La maggioranza dei lombardi, infatti, il 73% (e il 70,8% dei milanesi) considera l’appuntamento del 2015 una grande occasione non solo per Milano ma per l’intero Paese. Parallelamente fuori dalle mura spagnole e dallo stivale, crescono la visibilità e la riconoscibilità, anche internazionale di Expo, tanto che il brand vale 60 miliardi di euro per Milano e l’area metropolitana, tra «reputazione» ed immagine. Ma crescono anche le aspettative delle imprese lombarde che per il 2010 sperano in un incremento del proprio giro d’affari legato a Expo di 8 miliardi di euro. Secondo la stima elaborata dall’Ufficio studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza nell’ambito del progetto ERI (Economic Reputation Index su dati Anholt Brand Index, Registro Imprese, Istat, Censis, Isnart, Istituto Tagliacarne), e dalla indagine «Expo e imprese lombarde» su 1050 imprese, circa il 40% del giro d’affari andrà a beneficio delle piccole e medie imprese lombarde, con un incremento di 525 milioni di euro per le imprese bresciane, 500 milioni per quelle della Brianza e oltre 454 milioni per quelle del comasco. «L’Expo è una grande opportunità - commenta Carlo Edoardo Valli, presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza - per Milano, la Brianza e l’intero Paese, sia in termini di indotto connesso alla preparazione sia, ancor di più, per quelle ricadute economiche e di valore aggiunto che un grande evento globale produce. E per questa iniziativa, che è al tempo stesso un’importante occasione di sviluppo strategico, occorre trovare un orizzonte di crescita comune, così da puntare sulla sfida della qualità di un Made in Italy produttivo, innovativo e globale».
Per non parlare dell’indotto, legato ai settori della ricettività, cultura e trasporti, stimato per la Lombardia oltre 9 miliardi di euro. Una cifra, che equivale, solo nel settore del turismo, a 35mila posti di lavoro in più in Lombardia, Milano esclusa. Ognuno ha fatto i suoi conti: per il 90% degli imprenditori lombardi l’evento del 2015 avrà importanti conseguenze sul territorio. Più della metà (56,2%) si aspetta come principale beneficio un potenziamento della rete infrastrutturale, seguito dalla creazione di nuovi posti di lavoro (17,3%) e dal miglioramento dell’intera offerta turistica (15,6%). Gli imprenditori bergamaschi spiccano per la fiducia che dichiarano di avere verso Expo 2015, il 53,8% infatti crede nei benefici diretti sulla propria azienda, seguono i comaschi (49,3%), i lecchesi (46,8%) e i più prudenti milanesi (45,7%). Non solo, gli orobici sono anche i più convinti dell’effetto traino che la manifestazione avrà sul territorio: il 64,5% pensa allo sviluppo delle infrastrutture, mentre lecchesi e comaschi punteranno di più sul miglioramento dell’offerta turistica, enogastronomica e culturale.

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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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