Dimiunuire le presenze nei prossimi due anni grazie al progressivo alleggerimento
degli attuali insediamenti regolari e all’istituzione di un campo di piccole dimensioni per la sosta temporanea:
questa la road map che Pdl e Lega, seppur con qualche distinguo nei toni, hanno condiviso con il sindaco. In tre anni effettuati 164 sgomberi
Ridurre a meno di mille il numero di nomadi a Milano nei prossimi due anni grazie al progressivo alleggerimento
degli attuali insediamenti regolari e all’istituzione di un campo di piccole dimensioni per la sosta temporanea:
questa la road map che Pdl e Lega, seppur con qualche distinguo nei toni, hanno condiviso con il sindaco
Letizia Moratti per governare la presenza dei nomadi in città.
«Dalle oltre 2.000 presenze di regolari del 2006 - ha affermato Letizia Moratti - siamo arrivati nel novembre
del 2009 a 1.300 e c’è un piano che ci porterà sotto i mille da qui al 2011». Ai maggiorenti del Pdl, Ignazio La
Russa, Maurizio Lupi, Luigi Casero e Guido Podestà e a quelli del Carroccio, Davide Boni e Matteo Salvini, il
sindaco ha presentato, durante una riunione a Palazzo Marino, i 164 sgomberi eseguiti negli ultimi tre anni e ha
concordato con la sua maggioranza la strategia da adottare fino al termine del mandato. «Ci sarà un
alleggerimento sostanziale di tutti i campi - ha aggiunto Letizia Moratti - e uno in particolare, quello di via Idro,
diventerà un campo temporaneo con numeri sensibilmente inferiori a quelli erroneamente indicati dai comitati di
cittadini. Entro il 2010 gli ospiti non saranno più di 150 e tutti con le caratteristiche richieste per i campi: non
avere sentenze passate in giudicato, non avere una casa di proprietà, mandare a scuola i figli e seguire
percorsi di inserimento sociale».
Pdl e Lega hanno condiviso l’impostazione del piano, anche se con approccio e toni diversi. «L’obiettivo è lo
smantellamento totale dei campi», ha detto il leghista Davide Boni. Mentre Maurizio Lupi ha scelto una linea
meno drastica: «Siamo per la tolleranza zero per i campi irregolari e per la tolleranza per quelli che rispettano le
leggi e il patto di sicurezza che il Comune ha firmato con il Viminale».