Su il sipario. Ecco finalmente l’Expo del 2015, il progetto «visionario» che ha già sedotto Vicente Gonzales Loscertales, segretario generale del Bie, l’organismo internazionale che a novembre dovrà dare il via libera definitivo. E finalmente Milano potrà aprire i cantieri e «passare dalle polemiche ai colpi di piccone», come dice il viceministro Roberto Castelli. Ieri, al teatro Stehler, la presentazione con il commissario Letizia Moratti, la presidente di Expo Diana Bracco e l’ad Lucio Stanca, i ministri Michela Vittoria Brambilla e Ignazio La Russa, i viceministri Castelli e Paolo Romani, il governatore Roberto Formigoni, il presidente della Provincia Guido Podestà e quello della Camera di commercio Carlo Sangalli. Sul mega schermo il progetto messo a punto sotto la direzione dell’ingegner Renzo Gorini (che racconta del «56 per cento dell’area destinato a verde e acqua») insieme all’architetto Matteo Gatto, responsabile dell’Ufficio di Piano con sede alla Bovisa. «Expo 2015 - spiega Stanca - sarà un’esposizione moderna, che guarda al futuro, ricca di contenuti e visioni innovative». Un esempio? «Il tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita” pervaderà tutti gli aspetti della nostra esposizione, a cominciare dal sito espositivo. Non ci sarà separazione tra contenitore e contenuto, perché il contenitore è già espressione del contenuto». A Shanghai, l’Expo che si inaugura tra pochi giorni, non sarà così spiega chi ha già visto l’allestimento. Un quadrato relativamente piccolo con lo svolgimento dell’argomento scelto dal Bie e poi enormi distese di padiglioni tipo grande fiera di inizio Novecento. Con Paesi e sponsor a caccia di pubblicità. A Milano, invece, gli organizzatori promettono che nessuna concessione sarà fatta al business.
Tutta l’area a Rho-Pero sarà modellata come un unico paesaggio, un’isola circondata da un canale d'acqua e strutturata intorno a due assi perpendicolari di forte impatto simbolico: il cardo e il decumano della città romana. Sul grande boulevard centrale lungo un chilometro e mezzo, con un tavolo apparecchiato per assaggiare i prodotti di tutto il mondo, si affacceranno i lotti assegnati ai Paesi partecipanti: ogni diciotto metri un nuovo Paese, con profumi e sapori diversi. Un’area espositiva da 110 ettari, sei aree eventi, un anfiteatro da 8mila posti, dodici aree di ristoro e un lago con un diametro di 97 metri. Grande come lo stadio di San Siro. Un’Expo «ecosostenibile e democratica», spiega l’architetto Richard Burdett che è anche consulente per l’architettura del sindaco di Londra. Per la prima volta sarà garantita un’eguale rappresentanza a tutti i Paesi, offrendo la possibilità di fornire il proprio contributo allo sviluppo del tema e liberandoli dall’ossessione di costruire un padiglione più bello del vicino. Negli stand dovranno mostrare i processi di produzione agricola, le tecnologie, la ricerca nel settore alimentare, l’eccellenza della filiera.
Perpendicolarmente al decumano, il cardo lungo il quale si trovano i lotti assegnati all'Italia, alle sue regioni, città e province. Il punto di unione dei due assi, una grande piazza di oltre 4mila metri quadrati, è il centro virtuale dell’intero sito e costituisce il luogo in cui il mondo e l'Italia simbolicamente si incontrano. Palazzo Italia, situato a nord del Cardo, è il luogo dell'accoglienza italiana, dove verranno ospitate le cerimonie ufficiali e dove saranno accolti i Paesi partecipanti e le loro delegazioni. Il Palazzo si affaccia su un grande specchio d'acqua. Luogo dedicato agli eventi di intrattenimento, Lake Arena può accogliere fino a 24mila persone e ospitare giochi d'acqua, fuochi pirotecnici, installazioni artistiche e spettacoli su piattaforme e palchi galleggianti. Nella parte meridionale del sito, l’Anfiteatro da 8mila persone. All’ingresso le serre e i campi coltivati degli Agro-ecosistemi rappresentano un percorso alla scoperta delle risorse della natura e ricostruiscono il processo attraverso cui l’essere umano riesce a comprenderla e a trasformarla. Altro elemento fondamentale le Aree Corporate di Sviluppo Tematico, dove sarà ospitato il mondo imprenditoriale: un’esposizione che vuole guardare al futuro e all'innovazione tecnologica non sarebbe efficace senza la partecipazione attiva delle grandi e piccole imprese che costituiscono il motore della ricerca e del progresso.
La Via d’Acqua-Parco Expo è un percorso che collegherà il Parco Agricolo Sud con il Parco delle Groane, darà continuità ai parchi della cintura ovest milanese, riqualificherà i Navigli e la Darsena, rilancerà il sistema delle cascine e diventerà una straordinaria risorsa per le attività del tempo libero. Con i milanesi che potranno raggiungere la fiera di Rho-Pero via acqua dalla Darsena. Per quel giorno finalmente riqualificata.
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