Ormai è guerra aperta. Niente «listone» unico e le squadre in campo continuano a rimanere quattro. Nonostante le voci di ritiri e assorbimenti. «Noi non lasciamo - assicura Alberto Villa, l’assessore comunale di Pessano con Bornago vicino al movimento dei Tea-Party e a capo della lista dei «giovani» - La nostra è l’idea di due ventenni che non approvavano il congresso unitario, perché gli inciuci sono la morte del partito. In questo momento difficile per il Pdl, non ci possiamo permettere di perdere questa che deve essere un’occasione di confronto e non di scontro». Intanto, però, Villa perde un grosso sponsor come l’ex assessore Andrea Mascaretti che torna a confluire nel progetto Podestà di cui è da sempre un fedelissimo. Lista personale, invece, per il sindaco di Basiglio Marco Flavio Cirillo e Vincenzo Curia, sostenuto dall’onorevole Mariella Bocciardo, dall’assessore regionale Massimo Buscemi e da Valentina Aprea. «Sappiamo di sfidare Golia - dice Cirillo -, ma lo facciamo senza alcun timore, con l’obiettivo di dare voce a tutti quelli che sono stati mortificati da una gestione del partito che è stata quantomeno inefficace e lontana dai problemi della gente. Sfidiamo i signori delle tessere. La nostra linea è la politica dell’azione, quella di chi si è realmente mobilitato per i cittadini contro Area C, mentre gli altri parlavano solamente».
E poi c’è l’ormai famoso «listone». Quello che, su indicazione del coordinatore regionale Mario Mantovani avrebbe dovuto riunire tutte le diverse correnti sotto il nome dell’assessore all’Urbanistica di Carate Brianza, l’ex an Sandro Sisler. Che è anche presidente dell’Aler di Monza e Brianza e dirigente di Lombardia Informatica. Per ora sembra tenere, anche dopo la fragorosa discesa in campo di Podestà, l’accordo tra gli ex an di Ignazio La Russa, i ciellini di Roberto Formigoni, il coordinatore Mantovani, socialisti della famiglia Colucci e gli ex dc di Domenico Zambetti. Sulla carta potrebbe essere numericamente la squadra vincente, ma è chiaro che quello di Podestà è un nome più pesante all’interno del partito rispetto al ben poco noto Sisler. «La contrapposizione con il presidente Podestà - spiega lo stesso Sisler - non sarà mai un momento di contrasto, né personale, né tantomeno politico; stimo troppo il presidente della Provincia per considerarlo un avversario, anche se il confronto sarà vero e acceso. Insieme, chiunque vincerà, sapremo costruire un nuovo partito». Il programma? «Valuteremo e proporremo ai nostri parlamentari una nuova legge elettorale che tenga conto delle preferenze».
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