In mezzo c'è la storia di Milano e del Paese. E cioè il passaggio dalla giunta di sinistra Filippo Penati a quella di centrodestra guidata da Guido Podestà. La crisi economica, la battaglia contro gli sprechi della politica e della pubblica amministrazione e il Patto di stabilità europeo sempre più stringente. E due provvedimenti tagliaspese firmati dal governo Berlusconi, che sono stati applicati alla lettera dalla Provincia.
I provvedimenti decisivi sono il decreto legge 78 del 2010 («Riduzione del costo degli apparati politici e amministrativi»), che mette al bando l'uso dell'auto propria per le trasferte, e la finanziaria del luglio 2011, che dedica ampi passaggi alle «auto blu», nel più ampio contesto delle disposizioni per il controllo e la riduzione della spesa pubblica, che mette come priorità il taglio dei costi della politica e degli apparati.
Tra gli altri risultati, la decurtazione del numero delle auto di servizio, passate dalle 174 del luglio 2009 alle 90 del dicembre 2011, con una decurtazione del 49 per cento. Consistente anche il risparmio: le spese sono passate da 697.296 euro nel 2009 a 420.270 nel 2011, con una riduzione del 39,7 per cento.
Vediamo qualche altro numero che dà la misura della dieta dimagrante che la Provincia ha offerto ai suoi dipendenti. Il numero delle auto di servizio è diminuito progressivamente, anno per anno, passando da 174 nel 2009 a 128 (115 più 13 a noleggio) nel 2010 a 102 (88 più 14 a noleggio) nel giugno 2011 a 90 (76 più 14 a noleggio) nel dicembre 2011. Fino all'ultimo dato disponibile, ovvero la previsione per luglio 2012 messa nero su bianco dalla giunta provinciale: tra sei mesi le auto a disposizione diventeranno 74, di cui 14 a noleggio.
Il decreto legge di riduzione delle spese del 2010, all'articolo 6, ha abrogato la norma che consentiva l'uso del mezzo proprio per le trasferte. Una circolare del ministero dell'Economia precisava però che il rimborso chilometrico poteva ancora essere corrisposto ai dipendenti in trasferta per «funzioni ispettive» oltre che per lo «svolgimento di funzioni istituzionali relative a compiti di verifica e controllo». Criterio base il contenimento della spesa, anche per un parere della Corte dei Conti datato 2010 che richiede «particolari esigenze di servizio» e «la refusione delle spese effettivamente sostenute» come condizioni necessarie per procedere ai rimborsi per i chilometri percorsi.
La Provincia ha messo in pratica con zelo. E con una direttiva del novembre 2010 ha disposto criteri assai ristrettivi nello stilare l'elenco dei dipendenti autorizzati all'utilizzo della propria autovettura per ragioni di servizio. Il personale che ha compiti diversi da quelli ispettivi, di verifica e di controllo, deve essere autorizzato volta per volta dal direttore competente. Procedure che alla fine hanno praticamente azzerato le trasferte con mezzo proprio dei dipendenti in missione.
Tornando ai numeri forniti dal settore Servizi generali e Facility manager di Palazzo Isimbardi, è stato ridotto anche il numero delle auto operative, ovvero quelle a disposizione della Gestione rete stradale, della Polizia provinciale, dell'Area ambiente e dell'Idroscalo. Erano 199 nel luglio 2009, sono 102 nel dicembre 2011. I totali complessivi danno la misura della razionalizzazione in corso: da 293 auto del 2009 a 192 alla fine dell'anno scorso. Previsioni per il futuro: nuovi tagli. E a luglio 2012 il parco auto della Provincia dovrebbe scendere a quota 176.
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