A rafforzare la voce dei commercianti è il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. «Anche se è prematuro dare un giudizio, lo stato attuale ci fa dire che siamo fortemente preoccupati - ha dichiarato ieri -. Il Pm10 non è affatto diminuito. Il flusso di auto e di persone invece sì, e questo credo che abbia contribuito a deprimere ulteriormente i consumi. In un momento già difficile abbiamo bisogno non di ostacolare le imprese, ma di incoraggiarle». Le istituzioni «devono difendere e incoraggiare tutti i negozi, storici e non». Precisa che non si dispone di dati certi, tuttavia dai commercianti arrivano precisi «segnali e numerose telefonate, in alcuni casi, di desolazione e sconforto. Chiediamo - ha concluso - che venga immediatamente fatto il punto della situazione, e si trovi una soluzione».
L’assessore al Commercio, Franco D’Alfonso, minimizza il ruolo di Area C. Il superticket? «Quando si ha la febbre la si fa abbassare e poi si guardano le cause. C’è un calo dei consumi, nessuno nega la crisi, ma le vendite sono calate in centro come negli altri quartieri e nei centri commerciali, il problema non è il ticket ma altro». Dalla giunta «una risposta arrogante al grido di dolore di Sangalli. Il consigliere Pdl Riccardo De Corato contesta le repliche di D’Alfonso e dell’assessore alla Mobilità Piefrancesco Maran (sullo smog ancora alle stelle nonostante la riduzione delle auto risponde che «sono polemiche sterili»). De Corato sostiene che «le critiche da parte di Sangalli sono un allarme per gli effetti devastanti del provvedimento. Lunedì ancora una volta le polveri sottili sono state di molto oltre la soglia ma a Palazzo Marino interessa solo l’incasso di 700mila euro al giorno che secondo la Camera di commercio di Monza e Brianza incamera ogni giorno dal pagamento del ticket». Secondo l’ex vicesindaco, «che vengano danneggiate le imprese e i commercianti, interessa poco a sindaco e assessori».
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