Tra patate e cipolle, Etro strappa i colori all’orto naturale

Con il viola melanzana e il verde carciofo lo stilista evoca «l’estetica della natura e l’etica della vita»

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Ma guarda un po', ci voleva la moda per imparare a fare un orto. E che orto! Venti metri in verticale e trenta in orizzontale, lo sfondo e la passerella, a dir poco inusuale, della sfilata di Etro allestita nell'ormai suo spazio sfilate di via Piranesi, ex Palazzo del Ghiaccio. L'idea geniale è di Kean Etro, fantasmagorico stilista che cento ne fa e mille ne realizza. E a realizzare davvero l'orto ci ha pensato un mago della botanica come Giampiero Galli, milanese doc con mega serre a Monza e a Sesto San Giovanni, titolare della Isg. Così tra radicchi e rosmarini, tra scarole e carote e sedani e insalate varie hanno sfilato i modelli di Etro, vestiti dal verde carciofo al viola melanzana e così via. «C'è l'estetica della natura e l'etica della vita - spiega Kean Etro - nella Etro-Coltura che propone una genuinità nel vestire». Una etica che ha portato la maison a donare l'intero orto all'Opera di San Francesco, un'opera di carità gestita dai frati cappuccini che si trova in viale Concordia a Milano.
«La cipolla, metafora della conoscenza progressiva che si raggiunge per strati, non è solo simbolo ma anche concetto strutturale. L'uomo cipolla si stratifica assecondando il bisogno istintivo di protezione e difende la propria natura con la natura». Sopra a ogni verdura la patata «perch´ ha salvato il mondo dalla fame, è il tubero della vita». E continua a salvarlo visto che proprio alla patata la Fao (Food and Agricolture Organization) ha dedicato l'anno internazionale 2008.
Rigorosissima la scelta delle verdure, assolutamente di stagione, perch´ così deve essere anche per una questione di salute. E a questo ci ha pensato Giampiero Galli. «L'orto è stato studiato in forma geometrica, da ogni angolazione lo si guardasse le verdure erano messe in forma perfettamente simmetrica. Si è deciso per le verdure che ora si mangiano, l'orto doveva essere commestibile». La voglia di avere un orto, ammirando quello di Etro, è venuta a tanti. «E perch´ no - ha rassicurato il botanico -. Basta distinguere tra uno invernale e uno estivo. Ora sul terrazzo, per le condizioni atmosferiche milanesi, si potrebbero avere verze, rosmarino e porri. E senza troppi problemi». E per chi volesse cimentarsi da ora? «Da febbraio si può iniziare la semina di insalate di vario genere come lattuga, riccia e scarola. Più avanti, a primavera inoltrata, si possono piantare piantine per talea, come i pomodori». Per fortuna che c'è la moda!

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