Una via dedicata a Berlinguer ma nessuno capisce il perché

L’assessore Lucia De Cesaris lo ha annunciato, in modo un po’ irrituale con un messaggio lasciato su una pagina facebook. Non si capisce bene a chi la decisione sia stata comunicata e non si sa ancora quale sarà la strada prescelta. Quel che sfugge è il senso dell’operazione

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A Milano ci sarà una via o una piazza intitolata a Enrico Berlinguer. L’assessore Lucia De Cesaris lo ha annunciato, in modo un po’ irrituale con un messaggio lasciato su una pagina facebook. Non si capisce bene a chi la decisione sia stata comunicata e non si sa ancora quale sarà la strada prescelta, ma niente di tutto ciò sembra decisivo. Quel che sfugge è il senso dell’operazione. Il segretario del Pci è stato un leader molto amato dai comunisti e molto stimato anche dagli avversari - e ciò ne conferma la qualità umana. Si può aggiungere che toponomastica italiana è piena di scelte senz’altro più eccentriche, per cui si può presumere che non ci saranno barricate contro Berlinguer. Restano le perplessità per una scelta che sembra dettata da quello spirito di parte a cui la sinistra milanese vincitrice delle elezioni sembra doversi aggrappare con sempre maggiore insistenza per «fidelizzare» i suoi elettori (vista le difficoltà). Berlinguer ha poco a che fare con Milano, non solo biograficamente. Non ha avuto incarichi istituzionali ed è stato un leader politico lontano (se non ostile) a quell’idea di modernità di cui Milano da sempre è simbolo - e che ha trovato semmai la più autentica incarnazione nel suo avversario, Bettino Craxi (la cui via è stata invece archiviata). Non è un caso se l’unica eredità politica berlingueriana che viene richiamata è proprio quella «questione morale» tuttora controversa e spesso usata (dai suoi epigoni) come un’arma politica proprio contro la sinistra riformista. L’impressione è che la scelta di intitolare una via a Berlinguer corrisponda al desiderio di seppellire un riconoscimento proprio a quel socialismo riformista che invece era molto milanese. Ma governare una città dividendola non è mai una scelta lungimirante.
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COMMENTI

#4 lminoja (5) - lettore
il 11.01.12 alle ore 14:04 scrive:
Persona di parte che nulla ha avuto a che fare con Milano. Nella scelta che ha affossato l'Unione Sovietica (installazione euromissili) era conil patto di Varsavia (cioč con il nemico del suo Paese). Sarebbe una vergogna intitolargli una via.
#3 PierPierPiero (1176) - lettore
il 11.01.12 alle ore 11:43 scrive:
prodomo: Ti rispondo che sei libero di infastidirti, ma la sostanzia non cambia, Berlinguer rimane una persona perbene, criticabile politicamente, ma perbene, quindi degna di avere una via, esistono vie dedicate e persone ben meno degne ma nessuno si scandalizza
#2 prodomoitalia (2099) - lettore
il 11.01.12 alle ore 11:31 scrive:
1 Pier al cubo - Ciao Piero, e se ti dicessi che a me solo l'idea di una via Berlinguer a Milano mi disturba, e non poco, Tu cosa mi risponderesti ? Eppoi cosa c'entra con Milano la buon'anima dell'Enrico ?
#1 PierPierPiero (1176) - lettore
il 11.01.12 alle ore 9:59 scrive:
Innanzitutto piantiamola di accostare una persona perbene ed onesta come Berlinguer (politicamente discutibile quanto si vuole) ad un ladro fuggiasco come Craxi, che oltre ad essersi arricchito personalmente č stato il fautore e il fulcro di un sistema politico marcio fino al midollo di cui pagheremo le conseguenze ancora per generazioni, l'esplosione del debito pubblico degli anni '80 l'hanno fatta Craxi e soci attraverso il sistema tangentizio, non l'ha fatta Berlinguer! Questo paragone č offensivo
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