Johannesburg - Dopo l’espulsione e l’interrogatorio di lunedì scorso di 36 ragazze in miniabito arancione dallo stadio Soccer City di Johannesburg, oggi due tifose olandesi sono state arrestate dalla polizia sudafricana con l’accusa di aver violato le leggi che regolano la pubblicità negli stadi. E sulla vicenda sono intervenute le autorità olandesi, definendo "scandaloso" l’arresto.
Tensione tra Sudafrica e Olanda "E' scandaloso che due donne rischino la prigione per aver indossato delle gonne di colore arancione in una partita di calcio", ha dichiarato oggi il ministro degli Esteri olandese, Maxime Verhagen. Il ministro "ritiene che l’arresto e l’incriminazione siano una risposta sproporzionata", si aggiunge nel comunicato. "Se il Sudafrica o la Fifa vogliono perseguire una società per pubblicità illegale, allora devono avviare una procedura contro la società e non contro semplici cittadini che portano una gonna arancione", ha concluso Verhagen. Le due donne olandesi arrestate oggi e altre 34 ragazze erano state fermate durante la partita Olanda-Danimarca perché indossavano miniabiti del colore di un produttore di birra che non fa parte del gruppo di sponsor ufficiali dei Mondiali.
La pubblicità allo stadio Sedute sugli spalti vicino al campo di gioco, le 36 bellezze
bionde avevano attirato l’attenzione dei fotografi per i loro
abiti, forniti dall’azienda olandese Bavaria. Le due donne
arrestate oggi sono accusate di aver organizzato l’ingresso delle
ragazze nello stadio. Comparse oggi davanti alla corte a
Johannesburg, sono state rilasciate dietro il pagamento di
cauzione e dovranno ripresentarsi lunedì prossima per una nuova
udienza.
Sulla vicenda è intervenuta oggi anche la Fifa, annunciando di
voler avviare azioni legali contro la Bavaria e precisando di non
aver sollecitato alcun intervento contro le donne. Budweiser, lo
sponsor ufficiale, è la sola azienda che produce birra ad essere
autorizzata a fare pubblicità all’interno dei 10 stadi dei
Mondiali.

