Gli 007 del Fisco ora possono schedare gli italiani

Gian Battista Bozzo

da Roma

Il Grande Fratello Fiscale diventa realtà. L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare applicativa della legge «Visco-Bersani», grazie alla quale l’amministrazione finanziaria potrà chiedere informazioni, dati e documenti alle banche, alle Poste, ad altri intermediari finanziari e creditizi. Obiettivo: scovare evasori ed evasione grazie alla cosiddetta «tracciabilità» di ogni transazione, incasso o pagamento, d’ogni contribuente. Il segreto bancario, o meglio quel che ne rimaneva, nei fatti non esiste più; resta un non meglio precisato «riserbo», che comunque non potrà essere d’ostacolo alle richieste di notizie da parte del Fisco.
Una delle chiavi di volta dell’intera operazione è il codice fiscale. Tutti gli intermediari finanziari dovranno rilevare sempre il codice, non soltanto dai correntisti ma anche dai clienti che occasionalmente si presentano agli sportelli. I controlli potranno essere effettuati anche su operazioni all’apparenza innocue, come il versamento di un assegno, l’accensione di un mutuo, l’affitto di una cassetta di sicurezza. Il passo successivo è l’Anagrafe dei conti correnti bancari, una banca dati collocata in un’apposita sezione dell’Anagrafe tributaria. Il Fisco potrà richiedere i dettagli sui movimenti del conto corrente, ma più in generale sui dati che si riferiscono «a qualsiasi operazione effettuata». Ad esempio, l’Agenzia delle Entrate potrà chiedere le informazioni date alla banca dal cliente che sottoscrive un’offerta azionaria od obbligazionaria. Non sfugge alla regola neppure la domiciliazione delle bollette, per rispondere alla domanda: se paghi tanto per luce, telefono e gas, come fai a dichiararti nullatenente? Ogni operazione avrà un codice, che servirà alla banca per rispondere alla richiesta di informazioni da parte degli uffici fiscali.
Nei confronti dei lavoratori autonomi - commercianti e artigiani - e dei professionisti, il Grande Fratello è ancora più occhiuto. Per commercianti e artigiani, il «regime presuntivo di imponibilità» vale non solo per le operazioni di incasso, come accrediti o versamenti, ma anche «gli accrediti e i prelevamenti» nei casi in cui non venga indicato il beneficiario del prelievo. L’attività economica deve essere sempre sotto monitoraggio, e così ogni transazione superiore ai cento euro dovrà esser fatta attraverso il conto corrente: ad esempio, una visita medica specialistica privata, se di costo superiore ai 100 euro, dovrà essere regolata con un bonifico, e non in contanti. Ne saranno liete tutte le persone anziane che, dopo la visita, dovranno fare la fila in banca per il versamento della parcella. Lo stesso dovrebbe valere per l’idraulico. Sarà anche più difficile eludere il fisco intestando conti correnti a nonne o anziane zie: i controllori potranno rivolgersi direttamente al vero «proprietario» del conto saltando la convocazione di prestanome.
L’intero flusso di informazioni fra gli intermediari e gli uffici tributari avverrà per via telematica. Qualcuno potrebbe domandarsi se la riservatezza dei dati - almeno nei confronti dei terzi - verrà garantita. L’Agenzia delle Entrate risponde di sì: la privacy è garantita grazie all’adozione di messaggi crittografati ed alla certificazione delle e-mail autorizzate a scambiare informazioni sensibili. Bontà sua, l’Agenzia delle Entrate ricorda che, prima che scattino le procedure per evasione, il contribuente sarà convocato dagli uffici fiscali e potrà dimostrare che l’operazione sotto accusa non configura una violazione degli obblighi fiscali. Infine, l’Agenzia ricorda che alcune operazioni non saranno soggette a controlli: la vendita di biglietti per la partita di calcio o il teatro, il pagamento dei ticket sanitari (ci mancherebbe altro!), il versamento dei canoni per le lampade votive al cimitero. Il lumino si potrà accendere anche senza dichiarare il codice fiscale.