«Gli 007 italiani estranei al Nigergate»

«Il Sismi aveva segnalato il rischio di attacchi al contingente italiano di Nassirya»

da Roma

«Non risulta che i documenti relativi a un traffico di uranio tra Niger e Irak, siano stati trasmessi dall’intelligence italiana o siano comunque transitati attraverso di essa». Punto, e a capo. Anche il Comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti (Copaco) mette una pietra tombale sulle dietrologiche ricostruzione di Repubblica - plurismentite a tutti i livelli in Italia e nel mondo - in riferimento a un presunto coinvolgimento dei nostri servizi segreti nel caso Nigergate. L’ennesima smentita all’inchiesta-boomerang del giornale di largo Fochetti arriva, nero su bianco, nella relazione conclusiva alle Camere dell’attività del Copaco. Non solo il Sismi non ha mai inviato documentazione taroccata ma «ha trasmesso ai servizi collegati altre informazioni rispetto alle quali ha sottolineato l’esigenze di trovare riscontri ulteriori, formulando su di esse un giudizio fortemente dubitativo».
La ricostruzione dei fatti, pubblicata sulla stampa internazionale (e rilanciata da Repubblica) a detta del Copaco non coincide assolutamente con gli elementi forniti al Comitato dal governo e dal Sismi. Sia l’Esecutivo sia il Sismi hanno «risolutamente negato qualsiasi ruolo nella fabbricazione del falso dossier», e lo hanno fatto portando prove inattaccabili. «È stata fornita una dettagliata ricostruzione degli avvenimenti che è apparsa coerente con le dichiarazioni già rilasciate dal sottosegretario Letta e dal generale Pollari nelle audizioni del 2002 e del 2003 e che ha messo a disposizione del Comitato ulteriori elementi di fatti - in parte di pubblico dominio, in parte inediti - che appaiono inconciliabili con le indiscrezioni apparse sulla stampa», cioè Repubblica. «È stato inoltre ricordato dai soggetti auditi come l’assoluta estraneità degli apparati di intelligence italiani sia stata riconosciuta dalla magistratura italiana e dall’Fbi americana».
Ulteriori informazioni messe a disposizione in una audizione dal sottosegretario Gianni Letta e dal direttore del Sismi Nicolò Pollari, rende noto la relazione, «non possono ancora essere divulgate, riguardando operazioni tuttora in corso ed essendo suscettibili di incidere sulle relazioni internazionali del nostro Paese». Al termine di questa operazione, il Copaco si è «riservato di seguire gli ulteriori sviluppi».
Altro capitolo interessante è quello sulla strage di Nassyria e sull’attentato sventato, grazie al Sismi, all’ambasciata italiana di Beirut. Quanto a Nassyria - scrive il Copaco - si è potuto appurare come «tra la fine di ottobre e i primi di novembre del 2003, ovvero una settimana prima dell’attacco alla base, il Sismi aveva segnalato il rischio di attacchi contro il contingente italiano. La minaccia si iscriveva in una strategia che veniva già dichiarata da Al Qaida nello stesso periodo». Quanto all’operazione d’intelligence che ha sventato un attentato contro la nostra ambasciata a Beirut, il Copaco parla di «seri indizi» prodotti dal Sismi che dimostrerebbero «che il gruppo dell’operazione in Libano sarebbe stato responsabile anche della strage di Nassirya».
A margine della conferenza stampa, il presidente del Copaco, Enzo Bianco, ha ammesso che grazie alle informazioni raccolte dai Servizi è stato possibile sventare attentati «sul nostro territorio nazionale».