Gli 007 lavorano in banca per arrotondare

Come non capire i funzionari statali? Sono tempi duri per tutti, anche per loro. Un lavoretto di tanto in tanto, fuori dall’orario di lavoro, permette di colmare qualche buco nel bilancio familiare. Un’arte tutta italiana, con buona pace di Brunetta. Sbagliato: un’arte anche americana. E con il consenso del governo, che permette ai funzionari pubblici il doppio lavoro, delegando a ministeri e alle agenzie governative le regole di applicazione. Ognuno fa per sé. Anche la Cia. E non c’è niente da ridere. Perché a reclutare «fuori orario» gli agenti segreti sono grandi società private, soprattutto nel campo finanziario.
Sì, avete capito bene: banche, fondi d’investimento e Hedge Funds possono ingaggiare gli 007 per lavoretti «ad hoc», rivolgendosi a un’agenzia specializzata, fondata e gestita da 007 in pensione. Ha sede a Boston e, guarda caso, si chiama come la Cia, ma con la B iniziale: Bia, che sta per Business Intelligence Advisors. Pagando un abbonamento annuo che varia tra i 400 e gli 800mila dollari, le aziende interessate possono avvalersi degli agenti in servizio e di alcune della «specialità» della casa madre. Tutto in perfetta legalità, naturalmente, come rivela un libro sullo spionaggio societario, a firma di Eamon Javers, di prossima pubblicazione negli Stati Uniti e di cui il sito Politico ha pubblicato un’anticipazione.
La Cia ha confermato l’indiscrezione, ma, in un periodo di forti polemiche sui servizi segreti, finiti sotto accusa dopo il fallito attentato del giorno di Natale, si prodiga per rassicurare l’opinione pubblica. Il doppio lavoro dei suoi agenti non incide sulla lotta al terrorismo. Giura. Anzi, avvertono le solite fonti anonime, senza questi extra molti talenti di Langley lascerebbero l’agenzia per lavorare nel settore privato, dove gli stipendi sono due o tre volte più alti. Insomma, il doppio lavoro è persino patriottico e contribuisce alla sicurezza nazionale. In America. Dunque, per carità, niente polemiche.
Spiegazione plausibile, ma certo non esaustiva. Anzi, la vicenda solleva dubbi inquietanti, che sono subito rimbalzati online. Non è normale che un servizio segreto possa essere usato da compagnie private e per di più in un’epoca di ininterrotta e angosciante guerra al terrorismo. Tanto più che chi sceglie di lavorare per la Cia lo fa innanzitutto per amore della Patria e dunque non dovrebbe essere così sensibile alle lusinghe del denaro. Molti dettagli non sono spiegati. Da quanto tempo gli agenti sono reclutati dalle aziende? Con quali modalità? Quanto tempo dedicano ai lavoretti extra? E, soprattutto, quali tecniche segrete vengono offerte alle aziende? La Cia tace, Politico rivela che Goldman Sachs è uno dei clienti della Bia, al pari di uno dei più grandi Hedge Funds americani, la SAC Capital Advisors, e lascia intendere che il mondo finanziario di Wall Street è molto attento a questo tipo di consulenze.
Ad esempio alla «deception detection», ovvero le tecniche per scoprire chi sta mentendo senza ricorrere alla macchina della verità. Agli 007 basta osservare la mimica di una persona e analizzare il suo linguaggio per capire se è sincera oppure no. Così, ad esempio, una società finanziaria, di cui non si fa il nome, che si era rivolta alla Bia, ha saputo che il capo di una compagnia internet, la UTStarcom’s, non stava dicendo la verità sulle prospettive della sua azienda, osservando una sua presentazione agli analisti. E ha venduto le azioni in Borsa alcune settimane prima che crollassero in seguito alla pubblicazione di risultati di gran lunga inferiori alle stime.
Ma l’analisi del comportamento individuale non è una prerogativa degli 007; alle aziende basterebbe ingaggiare un buono psicologo per ottenere un risultato analogo e a una tariffa molto inferiore a quella richiesta dalla Bia.
L’impressione è che i servigi degli agenti della Cia siano di altra natura. E che questa commistione tra intelligence e aziende private duri da molto tempo. Anche la Enron, ad esempio, fallita nel 2001, si sarebbe avvalsa del servizio segreto. E non certo per leggere le labbra, ma per operazioni di spionaggio economico e politico fuori dagli Stati Uniti.
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