Dopo 10 anni il Tar decide sullo sgombero della casa della «signora Gabetti»

Dopo le polemiche una buona notizia per il Comune: ieri il giudice del Tar ha fissato l’udienza per decidere dello sfratto di Giovanna Pesco, meglio conosciuta come «signora Gabetti». Spieghiamo. La Pesco, 57 anni, ha gestito e mercanteggiato per anni l’occupazione abusiva degli appartamenti dei casermoni di via Padre Luigi Monti (zona Niguarda). La donna - dal 3 novembre detenuta, insieme alla figlia e al compagno di quest’ultima, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’occupazione abusiva di immobili - risulta intoccabile. E non importa se negli due mesi i vigili del settore Sicurezza, in supporto a un gruppo di ispettori Aler, hanno liberato hanno recuperato ben 16 alloggi del quartiere, allontanando tutti gli abusivi che li occupavano: lei finora non sono mai riusciti a sfrattarla dall’appartamento di via Monti in cui abita abusivamente.
«È dal ’99 che abbiamo ufficialmente allontanato la Pesco - spiega il vice sindaco Riccardo De Corato -. Lei e la sua famiglia si sono opposti e il Tar ha sospeso il provvedimento comunale, riservandosi di decidere in merito. Da allora abbiamo sollecitato ben 4 volte il Tribunale amministrativo regionale affinché fissasse l’udienza per deliberare. L’ultima volta lo abbiamo fatto lo scorso novembre, quando la squadra mobile l’ha arrestata. Finalmente l’udienza è stata fissata».
Giovanna Pesco e la sua famiglia, infatti, secondo gli investigatori che li hanno ammanettati, si facevano pagare dagli 800 ai 1.500 euro per aprire appartamenti di case popolari - alcuni dell'Aler altri presi in gestione dal Comune in attesa di assegnarli -, occuparli abusivamente e metterli a disposizione dei loro «clienti».
«Il fatto che il Tar ostacoli lo sgombero dell’appartamento occupato dalla signora Pesco, è imbarazzante» ha commentato l’assessore regionale e dirigente lombardo alla Protezione civile e dirigente lombardo del Pdl.
«Si deve far luce sul fatto che una decisione del Tar possa in qualche modo rendere difficoltoso lo sgombero di un alloggio occupato da una persona al centro di una grave indagine per il racket delle case popolari» ha dichiarato il capodelegazione della Lega Nord in Giunta regionale lombarda Davide Boni.