A 100 anni va in pensione pochi giorni dopo muore

A guardarlo in un video recente, ripreso durante il suo ultimo giorno di lavoro, dimostra sì e no, una settantina di anni. Snello, scattante, elegante nel suo completo blu delle grandi occasioni. Ed è stata una grande giornata, in effetti, l’ultimo giorno di lavoro di Arthur Winston. L’ha concluso a cent’anni, tondi tonti. C’è da strabuzzare gli occhi. Aspettate a farlo, perché c’è di più in questa incredibile storia di vita quotidiana. Questo arzillo americano non solo ha lavorato fino alla soglia dei cento anni, ma nei settantasei anni che ha trascorso nell’azienda in cui era dipendente, ha disertato la sua postazione soltanto per un giorno, ai funerali della moglie, deceduta invece a 65 anni. Poi il finale triste della storia. Arthur ha deciso di mettersi a riposo ma la sua inattività è durata solo qualche giorno. «Non sto tanto bene» ha detto e se n’è andato sereno morendo nella sua abitazione, dopo qualche accertamento fatto in ospedale.
La storia di Arthur Winston si è conclusa a Los Angeles. Era un dipendente dei trasporti pubblici ed era andato in pensione a marzo dopo avere compiuto 100 anni. La vita di Winston è stata una vita di lavoro. Niente infanzia, nessuna spensieratezza. Lui, nero, aveva cominciato a lavorare a soli dieci in una piantagione di cotoner, schiena piegata per tutto il giorno in cambio di pochi spiccioli. Poi il «salto» in nell’azienda di trasporti pubblici. La sua perseveranza o forse è meglio dire la sua abitudine al lavoro non gli ha permesso divagazioni. Neppure davanti alla scomparsa di sua moglie: si è concesso solo un giorno di assenza.
Era un uomo fuori dal comune. Se n’è accorto perfino il presidente Bill Clinton che nel 1996 l’ha premiato come «Lavoratore del Secolo». E in fondo, nella vita, sapeva fare solo quello: lavorare.