In 100 giorni l’Unione ha lottizzato l’Italia

Gian Maria De Francesco

A che punto è la notte? Non c’è bisogno del commissario Santamaria inventato da Fruttero e Lucentini per scoprire che in due mesi e mezzo di governo Prodi l’Unione ha occupato l’occupabile a livello di nomine negli enti pubblici. E se non fossero sopraggiunti i «soliti» disguidi tra Ds e Margherita sui candidati alle poltronissime di Alitalia, Ferrovie dello Stato e Poste, l’assalto al Palazzo d’Inverno potrebbe dirsi pressoché concluso. Ecco perché vale la pena ricordare come in 80 giorni il Professore e i suoi alleati abbiano messo a punto un’opera di totale lottizzazione degli incarichi pubblici.
Il pianeta-Rai. Insediato da Ds e Margherita Claudio Cappon nel ruolo di direttore generale (in barba a Prodi che premeva per Antonello Perricone ora amministratore delegato di Rcs), la partita si è spostata su due fronti. Il primo è quello del Consiglio di amministrazione dove il centrodestra è ancora in maggioranza. Con la sostituzione ad hoc del consigliere nominato dal Tesoro, Angelo Maria Petroni, si potrebbero ribaltare i rapporti di forza (ora 5 a 4 per la Cdl). In pole c’è l’ex Iri Alessandro Ovi, ma senza un passo indietro di Petroni e con la Casa delle libertà asserragliata nel suo fortino sarà difficile sbloccare l’impasse. Perché solo con la maggioranza in Cda si potrà vincere sull’altro fronte, ossia quello delle nomine nelle varie strutture. A partire dai Tg (per il telegiornale di Raiuno sono in ballo De Bortoli, Anselmi, Caprarica e Minoli) per concludere con l’ambita Direzione Risorse Tv. Finora l’Ulivo si è dovuto accontentare di Wilfredo Agnese ai palinsesti e di Giuseppe Pasciucco ai diritti sportivi. Anche Barbara Palombelli, aspirante direttrice di Rainews24, dovrà mettersi in coda.
Il blitz Anas. Con due esposti, uno alla Procura di Roma e uno alla Corte dei Conti, il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, ha denunciato un presunto buco da 3,5 miliardi di euro nella gestione dell’Anas, l’agenzia governativa che vigila sulle strade. Ottenute le dimissioni del precedente consiglio di amministrazione presieduto da Vincenzo Pozzi, il centrosinistra ha preso tutti e cinque i consiglieri senza lasciarne nemmeno uno all’opposizione. Il nuovo presidente è Pietro Ciucci (ex Iri e ad di Stretto di Messina spa, società ormai meno utile visto che il Ponte è in naftalina). A Di Pietro sono andati due posti con Sergio Scicchitano ed Enrico Della Gatta, ai Ds uno con l’ex senatore Uberto Siola, mentre al tecnico Eugenio Pinto (sindaco Enel e Mediobanca e collaboratore di Confindustria) è rimasta l’ultima poltrona.
Belle arti. Il ministro dei Beni culturali e vicepremier, Francesco Rutelli, non ha perso tempo. Commissariata Cinecittà Holding (la società che gestisce i celebri studios e il mondo cinematografico romano), vi ha insediato due fedelissimi della Margherita: Alessandro Battisti come presidente e Francesco Carducci come amministratore delegato. Ai Ds ha lasciato l’Istituto Luce con l’ex senatore Stefano Passigli e FilmItalia con il critico cinematografico Irene Bignardi. Ma Rutelli non si è fermato qui: ha designato alla guida del Consiglio superiore dei Beni culturali il direttore della Normale, Salvatore Settis (insignito quest’anno del premio Grinzane-Hermitage). Ha poi nominato 18 vertici degli enti lirici e tra questi ben 11 donne compresa la ex star sanremese Gigliola Cinquetti. Senza dimenticare il doppio incarico per 24 direttori regionali che mantengono anche la carica di soprintendente. Ancora in ballo il vertice dell’Enit.
Ricerca/1. Dopo aver cambiato alcuni direttori e capi dipartimento, il ministro della salute Livia Turco ha puntato alto sostituendo i direttori scientifici di due importanti istituti di cura a carattere scientifico (Irccs) di Roma: il Regina Elena e il San Gallicano. A Francesco Cognetti è subentrata Paola Muti, mentre Mauro Picaro ha fatto posto ad Aldo Di Carlo. La rimozione del rinomato oncologo Cognetti ha suscitato un’irritazione bipartisan. «Cognetti aveva creato una rete europea contro il cancro. Turco ha prodotto danni incalcolabili», dice l’ex ministro della Salute Francesco Storace. Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, è riuscito a stoppare un'analoga mossa della Turco sui presidenti Besta, Tumori e San Matteo di Pavia.
Ricerca/2. Sfiduciato dal ministro dell’Università Fabio Mussi, il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Fabio Pistella aveva i giorni contati. Il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ha deciso di avviare l’iter per la nomina di Pistella a commissario dell’Authority per l’Energia. Liberandosi la poltrona, Mussi potrebbe optare per la nomina di un presidente del Cnr a lui fedele oppure propendere per il commissariamento. Tuttavia dovrà esprimersi la commissione Attività produttive della Camera con maggioranza qualificata e il percorso ora non appare agevole. Per la presidenza sono comunque in pole Lucio Bianco, fratello del deputato Dl Gerardo, mentre meno probabile appare la nomina di Carlo Rubbia.
Un posto per tutti. Spulciando tra le nomine di recente deliberate dal Consiglio dei ministri si rileva qualche notazione interessante. L’ex commissario Anas e presidente dell’Osservatorio Tav, il diessino Mario Virano, è stato nominato commissario straordinario per l’approfondimento degli aspetti ambientali della Torino-Lione. L’ex deputato Ds, Lino Carlo Rava, è stato posto alla guida dell’Istituto nazionale di economia agraria. Sempre con il consenso diessino l’ex Iri Pierpaolo Dominedò è diventato amministratore delegato di Patrimonio dello Stato spa. Giancarlo Viglione, vicecapo vicario di gabinetto del ministro dell’Ambiente Pecoraro Scanio, è il nuovo direttore generale dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente (Apat). Il viceministro dell’Economia Visco, dopo lo stop ai trasferimenti disposti ai vertici lombardi, ha convocato sabato 29 luglio un summit con i comandanti regionali per sbloccare gli avvicendamenti.
Gian Maria De Francesco
(1. Continua)