«100 milioni all’anno per proteggere i passeggeri»

Piero Evangelisti

La solida reputazione che Renault vanta sul fronte della sicurezza è un dato di fatto, in costante positiva evoluzione come confermano i numerosi riconoscimenti ottenuti dalle sue vetture negli ultimi 5 anni. Ma il cliente, è davvero pronto a preferire la sicurezza rispetto agli aspetti più commerciali di un’auto? Lo chiediamo ad Andrea Baracco, da qualche mese direttore della comunicazione di Renault Italia. «Poter contare su una gamma di vetture oggettivamente sicure è certamente un plus. Ma questo risultato non si trasforma automaticamente in un aumento delle vendite di un modello».
Allora la sicurezza «non vende»?
«Limitarsi al “vendere” non è corretto. Il desiderio di possedere e guidare un’auto sicura è crescente. Non manca la sensibilità del cliente, ma non è sufficiente l’informazione sulle problematiche legate alla sicurezza. Si può essere orgogliosi, e lo siamo, di inserire nella nostra comunicazione il marchio EuroNCap che, tengo a ricordarlo, è un ente totalmente autonomo, non sponsorizzato dai costruttori, ma gran parte del pubblico ignora cosa realmente rappresenta il riconoscimento».
Allora cogliamo l’opportunità per ricordare l’impegno di Renault in questo campo...
«I pilastri della filosofia di Renault nel campo della sicurezza sono consolidati. Equipaggiare le nostre auto di tutti i dispositivi che possono prevenire un incidente, assistendo il guidatore negli errori che può commettere, è missione primaria, come quella di rendere ogni Renault sempre più solida e protettiva. Per la sicurezza investiamo oltre 100 milioni ogni anno; 600 sono i tecnici impiegati a tempo pieno in questa area, oltre 4mila i crash-test virtuali eseguiti annualmente e 12 quelli reali svolti quotidianamente».
Cosa si può fare, di più, per aiutare l'automobilista?
«Occorre continuare sulla via della sensibilizzazione e coinvolgere i giovani, ai quali ci rivolgiamo con progetti come “Safe n’ Sound”, che si prefiggono di rendere la sicurezza stradale una vera amica».