100 milioni di euro in ricerca e innovazione Così la Regione Sardegna combatte la crisi

Dal radiotelescopio più avanzato d’Europa al CRS4, uno dei centri di calcolo più importanti al mondo, dalla genetica all’informatica,
continua l’accreditamento della Sardegna nel panorama scientifico internazionale.
Oltre 500 ricercatori per due giorni di confronto<br />

Cagliari - Combattere la crisi con l'innovazione. E' questa la ricetta drguita dalla Sardegna che quest'anno ha investito più di 100 milioni di euro di nuovi investimenti che vanno a sommarsi agli oltre 200 milioni stanziati lo scorso anno. Lunedì e martedì prossimi oltre 500 ricercatori provenienti da tutto il mondo si sono dati appuntamento in Sardegna per la seconda edizione della Conferenza regionale per la ricerca e l'innovazione - che quest’anno si terrà presso il T Hotel di Cagliari – uno strumento di verifica per favorire il confronto delle attività regionali con le realtà internazionali e rafforzare le strategie dei propri centri di ricerca.

Il programma regionale di sviluppo economico promosso dal vicepresidente della Regione, l’sssessore alla Programmazione e al Bilancio Giorgio La Spisa, ha posto le proprie basi sulla ricerca e sull'innovazione come fattori principali per lo sviluppo. Un programma centrato sulla persona e sulla sua insostituibile natura di protagonista che è stato tradotto in concrete scelte amministrative e finanziarie che hanno portato alla creazione di importanti centri d’eccellenza permettendo un accreditamento e delle collaborazioni dell’isola a livello mondiale. Quest’anno i finanziamenti stanziati per la ricerca e l’innovazione superano i 100 milioni di euro e si aggiungono agli oltre 200 milioni dello scorso anno: nel mese di luglio sono stati stanziati 34 milioni per attuare la legge 7 del 2007 per la ricerca e l’innovazione regionale; oltre 17,6 milioni di euro sono stati stanziati dal Fondo Sociale Europeo per assegni di ricerca a favore dei ricercatori sardi; 25,5 sono i milioni di euro stanziati dal Fondo Europeo per lo sviluppo regionale per la costruzione di spin off e di imprese innovative oltre al sostegno all’attrattività del territorio attraverso iniziative di finanza innovativa.

Proprio durante la Conferenza, verrà firmato il protocollo d’intesa tra la Regione e il Miur, con il quale saranno stanziati 25 milioni di euro per progetti industriali, sperimentali e di ricerca applicata per organismi di ricerca e imprese. Si tratta di valori altamente superiori rispetto a quanto stanziato complessivamente a livello nazionale per la ricerca. Per ottimizzare gli investimenti e migliorare i risultati la Regione punta su sistema di "Core Laboratory" o "Core Facilities" ovvero strutture all’avanguardia in uso condiviso tra Atenei, Centri di Ricerca e industrie del territorio al fine di abbandonare le tradizionali strutture compartimentali, concentrandosi invece maggiormente sulle sfide e sui risultati da conseguire. Ricerca e innovazione hanno permesso alla Regione Sardegna di uscire dai propri confini stringendo importanti collaborazioni a livello nazionale e internazionale. A partire dalla collaborazione triennale da 7 milioni di euro con Regione Lombardia (5 della Regione Sardegna e 2 della Regione Lombardia) per realizzare programmi congiunti di accreditamento e ricerca e per incentivare la nascita di start-up d’impresa lombarde sul territorio sardo.

E' del 2 agosto 2011 il protocollo d’intesa con la Regione Veneto finalizzato alla formazione e promozione di piccole imprese e al trasferimento di tecnologia. Nel panorama internazionale spicca la costante collaborazione tra le strutture sarde con il National Institute of Health statunitense, che ha sede a Bethesda nel Maryland, che in questi giorni ha portato anche alla organizzazione di una Summer School a Cagliari con la partecipazione di professori e studenti provenienti da tutti i continenti. Alla vigilia della seconda conferenza regionale, La Spisa - autore di questa politica regionale - spiega che "in Italia si parla sempre poco di sviluppo, noi in Sardegna crediamo che il progresso e le opportunità ci sono e ci saranno solo se diamo ai giovani la possibilità di mettersi in gioco con proposte credibili". "Per crescere bisogna aumentare la propria capacità produttiva e questo è possibile solo incentivando la stretta collaborazione tra la ricerca scientifica e le imprese - conclude La Spisa - abbiamo scelto di non togliere alcuna risorsa alla ricerca perché vogliamo permettere ai nostri ricercatori di competere a livello internazionale rimanendo nella loro terra. Lavoriamo affinchè la Sardegna diventi l’eccellenza della ricerca italiana come sta già in parte succedendo come dimostra il crescente fenomeno del turismo scientifico".

Le strutture d’eccellenza della Regione contano in particolare: due parchi tecnologici, uno situato nel comune di Pula a 40 km da Cagliari con focus sull’informatica e l’atro, Porto Conte Ricerche, situato ad Alghero che svolge attività di ricerca e sviluppo, trasferimento tecnologico e formazione nei settori delle tecnologie alimentari e biotecnologie applicate; un centro di calcolo CRS4 e il Radiotelescopio. Il CRS4 (Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna) è il secondo centro di supercalcolo più importante d’Italia. Nato nel 1990, collabora con le università di tutto il mondo e viene considerato uno dei centri più avanzati nella ricerca biotecnologica e sul genoma. Tre sono le aree strategiche di ricerca: ICT e Società dell’Informazione, Energia e Ambiente, Bioinformatica e Genetica. Ci sono voluti 12 anni per decifrare la sequenza del primo genoma ( dal 1991 al 2003). Negli ultimi 12 mesi grazie alle tecnologie e alle straordinarie competenze raccolte attorno al CRS4, è stato possibile completare il sequenziamento di oltre 1000 genomi, un numero pari a tutti quelli sequenziati al mondo nello stesso periodo di tempo. Grazie alla struttura del CRS4 nel maggio 2010 i ricercatori di Cagliari e di Sassari hanno potuto individuare il gene che regola la sclerosi multipla, malattia che in Sardegna colpisce 160 casi ogni 100.000 abitanti. Il Sardinia Radio Telescope: il radiotelescopio sorto a San Basilio, a 35 Km a nord di Cagliari, che sarà collaudato definitivamente a ottobre 2011 quando avrà inizio il montaggio delle apparecchiature accessorie progettate nei laboratori sardi, per essere effettivamente operativo dal 2012. Si tratta del più sofisticato impianto d’Europa e tra i più tecnologicamente avanzati al mondo per studiare l’origine dell’universo attraverso le onde radio emesse dagli oggetti cosmici. Il progetto, elaborato con l’Agenzia Spaziale Italiana, proietta la Sardegna nella rete della copertura telescopica mondiale. Costato oltre 63 milioni di euro, richiede dai 3 ai 4 milioni di euro all’anno per il suo funzionamento. L’utilità di queste strutture va ben oltre il solo studio dell’universo, perché grazie all’elaborazione di apparecchiature sempre più sofisticate si arriva poi al loro impiego in altri settori completamente diversi, ad esempio l’attuale sistema Wi-fi che tutti usiamo per connetterci a internet è stato brevettato dagli astrofisici australiani per ragioni astronomiche, così come il sistema di atterraggio degli aerei quando c’è la nebbia si basa su un sistema di micro-onde nato proprio per esigenze astronomiche.