Salvate le imprese non i giovani

L'opinione pubblica reclama con forza che qualcosa si faccia. E la politica sceglie la via breve: spendere soldi che non ha

Sono in corso due programmi pubblici (il Bonus giovani e la Garanzia giovani) che dovrebbero agevolare l'impiego per gli under 30. Il loro costo è di 2,3 miliardi di euro. Il primo ha portato a circa 20mila assunzioni, il secondo promette 4mila posti. Cioè nulla. C'è da scommettere che analoghi incentivi pubblici ci siano per ulteriori nobili battaglie: dalla disoccupazione femminile a quella degli over 50 (a occhio questi ultimi riscuotono meno appeal). E c'è da mettere la mano sul fuoco che costosi interventi di defiscalizzazione siano previsti per aree geografiche sottosviluppate o per industrie affaticate.
Ci sono un paio di motivi fondamentali ed uno frivolo per i quali si sprecano tante risorse pubbliche. Partiamo da quello leggero: la possibilità per il politico di organizzare una bella conferenza stampa in cui annunciare mirabolanti successi che solo il futuro si incaricherà di smentire.

C'è poi una ragione più seria. La individuò bene Luigi Einaudi in tempi non sospetti quando parlò di «quella terribile tiranna che è la pubblica opinione». Chi vuole negare fondi ai giovani che sono il nostro futuro, o alle donne che sono le nostre mamme, o al Sud che vive una condizione perennemente difficile? L'opinione pubblica reclama con forza che qualcosa si faccia. E la politica sceglie la via breve: spendere soldi che non ha.
Il secondo motivo è più semplice. Questi programmi pubblici alcuni posti di lavoro li creano per davvero. Riguardano quelle figure professionali che si occupano di formare, di controllare, vigilare ed istruire il formatore, di creare le condizioni e le procedure per far sì che le imprese assumano. Una compagnia di giro che, se non ci fosse disoccupazione, sarebbe disoccupata.

Siamo dunque dei pazzi scriteriati. In buona compagnia con le massime istituzioni europee. La procedura folle è la seguente. Si individua un obiettivo meritevole (l'opinione pubblica einaudiana). Si studia il fenomeno. Si decide di intervenire finanziariamente riducendo il costo per quelle imprese che adottino comportamenti virtuosi. Per fare ciò occorrono però risorse. Che inevitabilmente si vanno a prendere dalle stesse imprese che poi alla fine dovrebbero essere le beneficiarie degli interventi. Sì, lo so, vi siete persi. Così come ogni anno perdiamo miliardi di euro per programmi di defiscalizzazione selettiva che dovrebbero essere rasi al suolo. E con quanto risparmiato si potrebbe agevolmente ridurre la pressione fiscale sulla generalità delle imprese. Le più tartassate in Europa. Per salvare i giovani occorre salvare prima le imprese. Le più tartassate in Europa.

Commenti

Duka

Sab, 05/07/2014 - 15:55

Questa è la politica degli 80 Euro ovvero delle stupidaggini economiche e delle bufale sociali- Il presidente del consiglio si insediò, o forse meglio dire si impoltronò, promettendo (non fa altro che promettere ara fritta)di saldare i debiti della pubblica amministrazione verso i fornitori, di provvedere all'edilizia scolastica, di addossare la propria parte dell'imigrazione anche al resto d'Europa, di tagliare i costi della stato, di mettere ordine ai mega-carozzoni di giustizia e sanità paradiso della corruzione e del raccomandato. RISULTATO: ZERO + ZERO. Ha suonato solo la sua fanfara.

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maurofe

Sab, 05/07/2014 - 16:04

TOGLIERE LE SPESE DI ISTRUTTORIA VELOCE DELLE BANCHE!! IN QUESTI PERIODI È FACILE SCONFINARE I CONTI ...QUESTE SONO UN BALZELLO TROPPO ONEROSO CHE INCIDE IN MODO PESANTE SULL'ATTIVITÀ IMPRENDITORIALE...

Ritratto di BIASINI

BIASINI

Sab, 05/07/2014 - 16:29

Bravissimo Porro! Lei è l'unico che "debba" guidare i moderati del centro destra. Certo: bisogna cacciar fuori a pedate i peracottari del "cerchio magico" e ancor più il Peracotta Maior. Coraggio! Ci provi. Almeno abbiamo la speranza di non lasciare nelle mani di chiacchieroni buonisti ed incapaci il Belpaese.

Ritratto di LANZI MAURIZIO BENITO

LANZI MAURIZIO ...

Sab, 05/07/2014 - 16:30

QUESTI SONO DEI COMUNISTI SOTTO RICATTO DELLA CAMUSSO E DELLA CGIL, NON CAPISCONO CHE L'UNICA COSA CHE PUO' DARE LAVORO E' L'AZIENDA, MA SE NON L'AIUTI ANZI LA TARTASSI, LE AZIENDE NON ASSUMONO. POI BISOGNA RILANCIARE I CONSUMI PER FAR AUMENTARE LA PRODUZIONE OCCORRE ABBASSARE L'IVA AL 10% SU TUTTO. E DULCIS IN FUNDO ALIQUOTA UNICA PER LE IMPOSTE, STILE IRLANDA, AL 20% PER ATTIRARE CAPITALI STRANIERI E COMBATTERE L'EVASIONE, MA FIN QUANDO C'E' LA CAMUSSO TUTTO QUESTO SARA' UTOPIA, E RESTEREMO PER SEMPRE NELLA MERDA, COME CI SIAMO ADESSO....

Beaufou

Sab, 05/07/2014 - 16:59

Caro Porro, lei ha ragione da vendere. Ma quando l'economia è in mano a politici (come Renzi) e burocrati-economisti (come Padoan), gente che non ha mai prodotto nulla in vita sua, le imprese sono considerate solo oggetto di imposte e non creatrici di lavoro. Il lavoro, per politici e burocrati, è considerato una variabile indipendente, si vede.

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thunder

Sab, 05/07/2014 - 17:35

le nostre aziende sono andate in Polonia,Ucraina,Cina,Romania, India,sud est asiatico,ecc. Bene ora avete capito del perche' non c'e' lavoro in Italia.

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luigipiso

Sab, 05/07/2014 - 17:46

Ma con queste idee un minimo di previsione, basata su calcoli matematici elaborati da documenti della Ragioneria di Stato,per capire se si rientra nel fiscal compact e se si riesce a ridurre di un ventesimo dell'eccedenza annuale del debito pubblico, si potrebbe avere o no? O si scrive un articolo tanto per riempire un giornale?

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Runasimi

Dom, 06/07/2014 - 00:04

Cambiano le teste ma non cambia il contenuto. Siamo sempre qui a lamentarci di una classe politica cieca e priva di ogni senso di responsabilità. ORA GLI ITALIANI (FORSE) CAPIRANNO PERCHÉ I TRINARICIUTI HANNO FATTO DI TUTTO PER AZZOPPARE BERLUSCONI. Un industriale pragmatico come lui avrebbe demolito questa orrenda degenerazione dello stato.

flip

Dom, 06/07/2014 - 08:35

chi deve salvare le aziende? Lo Stato? cioè noi disgraziati cittadini? Sin' ora hanno goduto ed approfittato di una montagna di privilegi e finanziamenti. Ora facessero da sole! Fintanto c'è il babbeo (Stato)che finanzia, i pseudo impresari si arricchiscono e basta. Il capitale di rischio non esiste più?

cakecake

Dom, 06/07/2014 - 09:26

Mi sembra che sia cio' che e' sempre stato fatto (aiuti, contributi, sovvenzioni varie, ....)forse e' ora di cambiare

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mortimermouse

Dom, 06/07/2014 - 09:46

PSICOSINISTRONZI non so se avete capito, ma ne dubito: i vostri pornogiornali non vi raccontano la verità! con la vostra ideologia comunista state distruggendo le ricchezze, e le ricchezze le creano le imprese, offrono lavori! offrono uno stipendio da guadagnarsi! invece no: la mentalità dei PSICOSINISTRONZI è questa: se crei una impresa sei un capitalista, e come capitalista ti distruggo! distruggendo una impresa distruggete i posti di lavoro, e distruggendoli, i giovani come li salvate? mandandoli in galera? :-)

escapebiker

Dom, 06/07/2014 - 10:24

Ormai le imprese italiane non le salva più nessuno. Il paese anzi l'opinione pubblica einaudiana,come la chiama Lei, è sempre stata anti-impresa. L'intera società italiana lo è fin dal dopo guerra.E' un problema di cultura e di mentalità di un paese vecchio e stanco perfino indolente che non ha accettato la sfida della modernità anzi ha fatto di tutto per respingerla. Si cercano poi sempre i colpevoli dei nostri problemi e si indica a volte L'Europa, a volte la politica ,le banche e via discorrendo ma i responsabili siamo noi italiani. Dovremo pazientare qualche decina di anni, forse un paio di generazioni per vedere un cambiamento effettivo nel modo di concepire una nazione al passo con i tempi...sempre che questo avvenga.