11 Settembre, Mohammed confessa la propria responsabilità

Khalid Sheikh
Mohammed, il presunto organizzatore degli attentati dell'11 settembre 2001 alle Torri
Gemelle e al Pentagono, ha riconosciuto la sua responsabilità nel corso di
un'audizione nella base militare di Guantanamo. Altra confessione choc: "Ho tagliato io la gola al giornalista Pearl"

Guantanamo (Cuba) - Khalid Sheikh Mohammed, il presunto organizzatore degli attentati dell'11 settembre 2001 alle Torri Gemelle e al Pentagono, ha riconosciuto la sua responsabilità nel corso di un'audizione nella base militare di Guantanamo, a Cuba, svolta sabato. Secondo quanto riporta un verbale del Pentagono, l'uomo - di nazionalità pachistana - ha confessato anche il suo coinvolgimento in oltre 30 attentati in tutto il mondo. "Sono responsabile dell'operazione dell'11 settembre dalla A alla Z", ha detto Sheikh Mohammed, in una dichiarazione scritta letta di fronte al tribunale militare, che dovrà determinare il suo status di "combattente ostile".

Il Pentagono ha precisato che Sheikh Mohammed era presente a questa udienza, dove non è stata autorizzata la presenza dei giornalisti. Nemmeno gli avvocati dei detenuti sono stati autorizzati a essere presenti. Fino al suo arresto in Pakistan nel maggio 2003, Sheikh Mohammed è stato leader militare e responsabile del "dipartimento delle operazioni esterne" di al Qaida. Gli Stati Uniti lo considerano il responsabile operativo degli attentati dell'11 settembre. Lo stesso Mohammed, parlando poi in inglese e in arabo, ha detto di essere un nemico degli Stati Uniti, e ha ammesso di essere responsabile dei principali attacchi terroristici contro obiettivi americani e alleati degli ultimi dieci anni. Ha anche detto di essere in guerra con gli Stati Uniti, e che le vittime innocenti sono la conseguenza sfortunata di questo conflitto.

"Osama è come Washington" Al Qaida sta combattendo una guerra contro gli Usa paragonabile alla guerra d'Indipendenza degli americani contro i britannici e Osama bin Laden "è per i musulmani un George Washington, un eroe". Lo ha detto Khalid Sheikh Mohammed. Lo stratega reo confesso dell'11 settembre, nel tracciare il suo paragone storico con la guerra d'Indipendenza, ha sostenuto che Washington "se fosse stato catturato dai britannici, sarebbe stato un combattente nemico", come i detenuti di Guantanamo. Mohammed ha accusato gli Usa per la guerra in Iraq e ha sostenuto che gli attacchi di Al Qaida sono paragonabili alle azioni di guerra americane in Iraq e altre zone del mondo. "Non sono contento - ha detto - che siano morte 3000 persone in America. Mi dispiace anche, non mi piace uccidere bambini. L'Islam non mi ha dato la luce verde per farlo. Ma ci sono eccezioni alla regola, come ciò che state facendo voi uccidendo gente in Iraq".

Il terrorista pachistano ha anche ammesso di aver personalmente decapitato il giornalista del Wall Street Journal Daniel Pearl, morto in Pakistan nel 2002: "Ho decapitato io, con la mia mano destra benedetta, la testa dell'ebreo americano Daniel Pearl", ha detto Mohammed. Il coinvolgimento diretto del presunto "numero tre" di Al Qaida nella morte del giornalista era già trapelato in passato.