A 12 anni accoltella un compagno di scuola

Emilio Genovese

da Crotone

Una lite nata da un gioco e degenerata in un accoltellamento tra bambini. I due protagonisti della vicenda avevano avuto una discussione appena usciti di scuola per una catasta di legna, preparata per i fuochi di Santa Lucia, e incendiata, forse per dispetto, prima del momento della festa. Nella lite che ne è seguita uno dei due ragazzi appena adolescenti è stato colpito da un fendente al fianco, pare mentre un terzo lo tratteneva per lo zaino, e ci ha rimesso la milza. Le sue condizioni, comunque, sarebbero già migliorate. E ieri mattina ha anche cominciato ad alzarsi e a muovere i primi passi nell’ospedale civile San Giovanni di Dio dov'è ricoverato nel reparto di Chirurgia e dove è stato operato d’urgenza. Oltre all’asportazione dell’organo, sono stati necessari anche alcuni punti di sutura a un braccio.
L’episodio è avvenuto mercoledì scorso a Crotone nella frazione Papanice. Quella che un tempo era un borgo rurale e che negli anni non è riuscito a diventare un vero e proprio quartiere ma è rimasto a metà strada: un paese, ma senza una vera identità propria. Un posto piagato dal lavoro che non c’è e dall’emigrazione. Un posto che diventa sempre più difficile. E dove la sfrontatezza che hanno i ragazzi cresciuti per strada fa presto a trasformarsi in atteggiamenti da bulli. Pare sia successo così anche in questo caso e ai poliziotti che hanno ascoltato il giovane feritore è sembrato che il minore non si sia affatto reso conto della gravità del suo gesto. Davanti agli uomini della squadra Mobile di Crotone che hanno ricostruito la vicenda e segnalato il caso alla Procura della Repubblica dei minori, ha però ammesso di aver colpito il rivale con una forbice e di essersene disfatto subito dopo lanciandola in una scarpata.
La catasta di legna per i fuochi di Santa Lucia. Tutto è iniziato da lì. È stato il rimprovero, forse reciproco o la richiesta di «chiarimenti» che l’uno avrebbe avanzato all’altro che ha innescato la lite tra i due ragazzi, che chiameremo Andrea e Matteo, e che frequentano la stessa scuola, la Giovanni Pascoli, ma in classi diverse. Andrea, il ferito, ha 13 anni ed è iscritto alla terza. Un bravo ragazzo, lo descrivono nella frazione, che frequenta anche un gruppo d’ispirazione cattolica. Matteo, invece, il feritore, ha un anno di meno e frequenta la seconda media. Uno studente che diverse volte ha manifestato una certa aggressività, con alle spalle una situazione familiare difficile. Un bambino da controllare con fatica per gli insegnanti. Forse il più vivace ma nemmeno l’unico che dà grattacapi al corpo docente. Le voci si rincorrono, forse s’ingigantiscono di bocca in bocca. Ma pare che Matteo altre volte avesse fatto vedere ai compagni un coltellino o qualcosa di simile. Episodi molto gravi però non se ne ricordano. Sicuramente non così drammatici e violenti.
Un primo dissidio ci sarebbe stato la mattina di mercoledì. Poi, finita la scuola, mentre stavano tornando a casa a piedi, raccontano alcuni compagni, Andrea e Matteo hanno iniziato a litigare più intensamente, fino ad arrivare alle mani. È spuntata l’arma da taglio. Andrea è stato raggiunto al fianco mentre, ma non è ancora la ricostruzione ufficiale, un altro bambino lo tratteneva in qualche modo, strattonandolo dallo zaino dietro le spalle. Il ragazzo ha tamponato la ferita con la mano e si è diretto, dolorante, verso casa. I genitori, poi, lo hanno subito trasportato all’ospedale civile di Crotone dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico e ricoverato.