A 13 anni stuprata dall’ex e dall’amico

Palermo Per lui stravedeva. Era completamente infatuata del suo boy. Per lui avrebbe fatto qualsiasi cosa. Soprattutto dopo che lui aveva deciso di lasciarla. Non ha pensato un solo istante che, l'invito di un amico comune ad un incontro chiarificatore in campagna, si potesse trasformare in una trappola. E così ha accettato, senza immaginare che così avrebbe vissuto l'esperienza più brutta della sua vita. Una violenza carnale.
Aveva appena 13 anni Lorenza, nome di fantasia di una ragazzina che abita in un paese della cintura palermitana, quando l’hanno stuprata. Una bambina appena cresciuta come mille altre: il cellulare in tasca, la mattina a scuola, il pomeriggio prima i compiti a casa, poi con le amiche a fare lo struscio in paese. Sono gli anni dell'adolescenza. Il primo trucco sul faccino acqua e sapone, i primi sguardi con i ragazzini più grandi. Tra i banchi di scuola nasce il primo amore. Qualche settimana e lui, più grande di tre anni, decide di troncare la relazione. Una storiella come tante altre. Non per lei che ha un pensiero fisso. Fa di tutto per riaverlo, per riabbracciarlo. Ma lui non ne vuole sapere.
Il pomeriggio del 30 aprile del 2008 squilla il cellulare di Lorenza. È l'amico del cuore del suo ex. Lei non perde tempo, risponde e accetta subito l'invito a un incontro rappacificatore con il suo ragazzo. «Dove devo venire?» chiede. Stabiliscono un posto appartato, un casolare di campagna. In mezz'ora lei si presenta all'appuntamento. Bussa e la porta si spalanca. Dentro c'è il suo amore. I due non perdono tempo. Prima si abbracciano e per terra tra le erbacce e la polvere di una casa diroccata consumano un rapporto sessuale. A un certo punto la sorpresa. Nell'alcova di campagna dei due fidanzatini si presenta l'amico del ragazzo, il giovane che aveva convinto Lorenza a venire all’appuntamento. Non ha scrupoli. La violenta assieme all'amico. Sono attimi terribili. Momenti difficili da cancellare. Lorenza in lacrime con gli abiti stracciati e a piedi nudi, dopo aver subito l'abuso, fugge a piedi scalzi verso il centro abitato e trova rifugio a casa di amici ai quali racconta il suo dramma. Con loro trova il coraggio di andare sino a casa del suo ex. Il ragazzo, appoggiato dal padre, nega ogni cosa, e comincia a insultare la giovane vittima. In famiglia Lorenza non parla. Ha troppa vergogna. Ma in paese la voce fa il giro in pochissimo tempo. È la madre della ragazzina a chiedere spiegazioni sino a quando lei in lacrime cede. Racconta tutto. Prima in famiglia e poi ai carabinieri, nonostante le siano state rivolte una serie di minacce. I militari avviano le indagini e in meno di un anno chiudono l'inchiesta.
Scattano gli arresti: il fidanzato viene rinchiuso in una comunità. L'amico, che all'epoca dei fatti era già maggiorenne, agli arresti domiciliari.