135 milioni Ma la ferrovia chiude subito

da Roma

Tra i tanti sperperi che hanno contribuito ad allargare la voragine nei conti capitolini, un capitolo a parte lo merita la ferrovia urbana Roma-Pantano. Fra un paio di settimane, esattamente il 7 luglio prossimo, sarà definitivamente smantellata la linea su ferro che cominciò a funzionare addirittura nel 1916. Nel corso dei decenni fu sottoposta a vari interventi di restauro, l’ultimo dei quali, nella tratta Torrenova-Pantano, inaugurato in pompa magna dall’allora sindaco Walter Veltroni il 1° marzo 2006.
I lavori nelle sei nuove stazioni costarono ai contribuenti romani ben 135 milioni di euro. E altre cinque stazioni della stessa linea erano state ristrutturate in precedenza.
Ora, con un semplice tratto di penna, tutto sarà cancellato: con la demolizione della linea ferroviaria se ne andranno in fumo anche tutti i soldi spesi appena due anni fa per gli interventi di adeguamento delle stazioni. Eppure Veltroni aveva assicurato che i 135 milioni di euro erano ben spesi. «È un tratto importante per la periferia di Roma - disse tagliando il nastro - ed è propedeutico alla linea C della metropolitana». Il motivo per il quale, invece, la linea sarà chiusa è proprio l’apertura dei cantieri della metro C.
«Attenzione: ce n’è abbastanza per far intervenire la Corte dei conti» ha tuonato il coordinatore regionale della Rosa per l’Italia e vicepresidente della commissione urbanistica del Lazio, Fabio Desideri, sempre molto attento alle problematiche del trasporto pubblico locale. «Nessuno spiega - aggiunge il consigliere del Lazio - quanto costerà il nuovo intervento di trasformazione in metro C (fra chissà quanti anni) e perché non sia stato previsto al momento della ristrutturazione. Nessuno dice cosa sarà utilizzato dell’infrastruttura attuale (binari, sistemi di segnalamento, banchine, stazioni), cosa dovrà essere smantellato e cosa sarà gettato via. È bene precisare che l’ordine di servizio numero 65 emanato da Met.Ro. lo scorso 14 marzo parla testualmente di “demolizione” della ferrovia da Giardinetti a Pantano».
E per gli utenti romani, oltre al danno economico, la beffa del servizio sostitutivo: un bus che percorrerà via Casilina, intasata per 24 ore al giorno.