A 15 anni comprata e fatta sposare a un rom

È stata portata dal Kosovo in Toscana per un matrimonio combinato che avrebbe dovuto celebrarsi al raggiungimento del suo diciottesimo anno di età.
E invece per una ragazzina di quindici anni quel viaggio in Italia si è trasformato in un vero e proprio incubo fatto di violenze fisiche, psicologiche e sessuali. Almeno fino a ieri mattina all’alba, quando un blitz al campo nomadi di Coltano degli uomini della squadra mobile di Pisa ha permesso alla ragazzina di tornare finalmente libera. La vicenda risale alla scorsa estate, quando una famiglia rom ha convinto una famiglia kosovara di origine poverissima, a concedere la loro figlia in sposa al loro primogenito in cambio di denaro. Il tutto doveva avvenire al raggiungimento della maggiore età da parte della ragazza. E invece la famiglia Rom ha subito portato via la ragazza dal Kosovo in auto, costringendola per strada a tingersi i capelli, mettere delle lenti a contatto colorate agli occhi e vestire un abito da sposa nel bagno di un autogrill.
Poi, appena arrivata al campo nomadi di Coltano, fra Pisa e Livorno, la ragazza è stata costretta alle nozze con il primogenito della famiglia Rom. Da quel momento la ragazza è stata sottoposta a violenze di ogni genere, sia fisiche che sessuali. Nel frattempo, però, la famiglia di origine della ragazza ha denunciato il sequestro della figlia. E questa mattina cinque persone - tre donne e due uomini nomadi di etnia Rom, da tempo residenti nella provincia di Pisa - sono stati arrestati con l’accusa di tratta di persone, riduzione in schiavitù e violenza sessuale. Inoltre gli investigatori sono in attesa del pronunciamento del tribunale minorile sulla richiesta di arresto anche per il giovane marito della giovane.
Le indagini sono partite dopo l’allarme lanciato dalla famiglia della quindicenne che ha raccontato la vicenda agli investigatori. La richiesta di matrimonio era giunta prima dell’estate quando durante un viaggio in Kosovo il clan rom ha convinto il padre della giovane a donarla in sposa in cambio di soldi e regali. La famiglia di lei, poverissima e con molti altri figli, ha accettato ma solo a patto che le nozze si celebrassero al compimento del diciottesimo anno.
I rom, però, hanno convinto la quindicenne a seguirli fuori casa per andare ad acquistare l’abito nuziale e dopo averlo comprato anzichè ricondurla a casa l’hanno sequestrata e condotta clandestinamente in Italia.