In 1500 al corteo: «Barricate contro i rom»

Millecinquecento milanesi ed uno slogan, «Letizia Moratti rispetta i patti». Richiesta urlata a squarciagola da quelli che «non vogliono i campi rom» e che «pretendono un’accoglienza ragionata».
Cittadini che scendono in piazza alle diciotto e trenta senza sventolare una bandiera di partito ma dietro ad uno striscione, «No ai nomadi al parco Lambro». Sì, sono pronti alle barricate. E, attenzione, quei millecinquecento sono elettori del centrodestra «delusi» dalla scelta dell’amministrazione comunale di «regalare ottomila metri quadrati ai rom di don Colmegna».
Decisione politica contestata non solo dalla Lega ma anche da sedici consiglieri su ventitré di Forza Italia e mal digerita all’interno di Alleanza nazionale. E, infatti, mentre il gruppo comunale di An è in impasse sul tema, sia il capogruppo in Regione, Roberto Alboni, che quello in Provincia, Gianfranco De Nicola, sposano il corteo anti-rom: «L’epoca del buonismo è finita. Con i soldi dei milanesi anziché pagare i campi nomadi si aumenti lo stipendio delle forze dell’ordine».
Messaggio che Romano La Russa, segretario provinciale di An, completa: «Oggi, a qualcuno potrebbe sembrare che al governo di Palazzo Marino ci siano verdi, comunisti, ds e il triste don Colmegna. La giunta dimostri con i fatti se davvero intende garantire la sicurezza ai cittadini». Virgolettato di chi, «per impegni a Bruxelles», non sfila da piazza Udine lungo via Feltre sino al civico 7 di via Marotta, sede del centro ambrosiano di solidarietà, dove il Comune «installando un campo rom non rispetta il sentimento dei suoi cittadini».
Cittadini che si lamentano «dell’aumento dei furti, nei mercati e nei negozi, da quando i nomadi sono arrivati al Ceas» e che garantiscono «un presidio fisso se quelli là, (i rom, ndr), non se ne andranno via». Richiesta, quest’ultima, sottoscritta da tutta la maggioranza del consiglio di zona 3, dove i consiglieri della Lega sono pronti all’occupazione del parlamentino «perché non ne possiamo più di un assessore, Mariolina Moioli, che decide sul futuro del nostro quartiere senza uno straccio di consultazione».
Ma l’annuncio delle iniziative non finiscono qui: anche in altre zone, ad esempio la 2 e la 7, il Fronte dei cittadini e spezzoni della Cdl fanno sapere di «essere pronti a scendere in strada contro insediamenti abusivi di rom». Ancora proteste di cittadini che «non godono della solidarietà» dell’assessore provinciale Francesca Corso, né di quella del consigliere Aldo Brandirali (Fi), che viene pesantemente contestato davanti alla sede del Ceas. Contestazioni verbali di quelli che «non ne possono più del degrado». E dal ds Ettore Martinelli arriva una proposta per il sindaco: «Interventi concreti contro lo sfruttamento dei minori rom sia in metropolitana che ai semafori, mettendo in rete Atm con la polizia municipale». Proposta nella giornata della protesta.