Per 15mila euro in cinque anni il tasso si avvicina al 7%, ma c’è il nodo dell’ammortamento

Meglio comprare l’auto a rate o cash? Senza contare che spesso l’indebitamento è obbligato, non c’è una risposta univoca. A meno di non imbattersi, a parità di spesa, nel finanziamento perfetto con entrambi Tan e Taeg a zero, cosicché il pagamento viene diluito nel tempo senza rimetterci gli interessi. O riuscire a investire la stessa cifra a tassi più elevati, mentre si rimborsa il prestito. Del resto, pagare in contanti non significa più vedersi accordare automaticamente un robusto sconto. Anzi, ai concessionari conviene che l’acquirente stipuli un finanziamento, per passare subito all’incasso e godere di una percentuale il cui valore spesso supera il margine nella vendita dell’auto; e così concedono di più. Lo scorso anno quasi l’80% degli acquisti di vetture si è appoggiato a un finanziamento.
E a scorrere le offerte dei punti vendita non c’è motivo di pensare a un’inversione di tendenza. Per chi acquista, però, è sempre d’obbligo confrontare le diverse proposte di credito al consumo. Sul web, dando un’occhiata anche al sito prestitionline.it che mette a confronto le offerte dei principali operatori del settore (allineati su Taeg di poco sotto al 7% per importi di 10-15mila euro da restituire in 60 mesi), nella filiale della propria banca e dal concessionario. Che in generale dispone di un certo margine di manovra anche sulle condizioni del finanziamento: difficile che rinunci alla massima provvigione, ma si può provare. Se la promozione è a tasso zero, gli interessi li paga lui, perché d’importo inferiore all’eventuale sconto praticato al cliente, ma attenzione alle spese che gonfiano il Taeg.
Prima di firmare, il contratto va letto tutto e compilato per intero, chiedendo i dettagli completi del piano di ammortamento, poiché spesso la rata minima iniziale è uno specchietto per le allodole che nasconde una seconda parte del finanziamento con rate più alte, che potrebbero mettere in difficoltà.